Il consulente finanziario in un mondo che cambia

23 Settembre 2019, di Redazione Wall Street Italia

Mi chiamo Antonella Carnevale, Consulente Finanziario Partner di Azimut Capital Management Spa, in attività da quasi 30 anni.

In tutti questi anni la mia attività si è realizzata attraverso tante sfide, dovute a repentini e più o meno profondi e prolungati cambiamenti dei mercati, cambiamenti geopolitici, cambiamenti di normative e fiscali, innovazioni tecnologiche e tutto questo è stata una grande occasione di crescita e continua formazione.

Oggi i clienti che siano pensionati, imprenditori o professionisti si stanno adeguando al cambiamento, sono più informati, sono più predisposti all’utilizzo di nuove tecnologie (smartphone, pc, ecc.) sono interessati a ricevere le mie newsletter, ma quello che è e resterà alla base dei nostri rapporti è la fiducia, il dialogo e l’empatia.

Un consulente “virtuale” e presente

A mio parere la relazione col cliente che si rafforza sempre più anche attraverso i canali digitali, non è solo un modo di operare sui mercati più veloce, a distanza, ma implica anche più trasparenza anche per una condivisione dell’archivio e dei documenti sottoscritti a condizione che venga mantenuto anche il contatto diretto. Oggi il mio cliente anche in momenti di ansia, legati a vicissitudini quali ad esempio momenti di forte correzione dei mercati è pronto con un WhatsApp a chiedermi rassicurazioni e io non posso esimermi dal rispondere o chiamare il cliente se comprendo il livello di preoccupazione che c’è in quel messaggio.

Un aspetto interessante della mia attività, legato al fatto che dura da tanti anni ed è fortemente caratterizzato da un rapporto di grande fidelizzazione e lealtà, che prima o poi devo inevitabilmente assistere il cliente nel delicato compito di aiutarli a pianificare il passaggio generazionale. La pianificazione del passaggio generazionale non la considero solo come un passaggio nella vecchiaia dei beni ma come un modus operandi che aiuti a tutelare il cliente e la sua famiglia nei diversi aspetti e potenziali vulnerabilità nel corso della vita. Ciò significa consigliare le giuste e indispensabili tutele con strumenti assicurativi, trust ecc. in base al fatto che la famiglia sia monoreddito o impresa e tutto sempre valutando un’ottimizzazione fiscale.

Con gli anni ho conosciuto, nella maggior parte dei casi tutta la famiglia del mio cliente, le situazioni più o meno complesse che possono essersi create con il sempre più diffuso e complesso sistema delle cosiddette “famiglie allargate” e il problema dei figli che hanno difficoltà al raggiungimento di una indipendenza economica o necessità ancora più delicate se ci sono figli che richiedono maggior tutele (diversamente abili, tossico dipendenti ecc.).

 

 

In tutti questi temi è importante il dialogo per ben comprendere le esigenze e studiare soluzioni con i specialist della mia azienda per condividere con il cliente le possibili soluzioni caso per caso.

Un altro aspetto che fidelizza molto il mio rapporto con il cliente è sicuramente il fatto che mi percepiscono come un professionista appassionata al mio lavoro e curiosa di condividere con il cliente quello che di nuovo c’è sul mercato, sapendo che il momento in cui li informo è perché da parte mia c’è stata già un’attenta valutazione dei rischi/costi e benefici di cui il cliente può avvantaggiarsi.

Come investire in economia reale

Un esempio di questi ultimi tempi è il progetto Azimut come supporto allo sviluppo dell’economia reale italiana.  Viviamo e vivo un importante cambiamento epocale che mi sta permettendo di crescere, con un grande assist della mia casa mandante, un grande lavoro con imprenditori e risparmiatori in sinergia con professionisti a vantaggio del mio e del loro network.

Il motore che ci sta spingendo con grande impegno e lavoro alla realizzazione di questo progetto sono i nostri VALORI che condivido e sento ben radicati anche nei miei clienti:

Siamo italiani in Italia e abbiamo la possibilità di:

  • sostenere l’Economia Reale italiana aiutando le nostre imprese in un momento in cui le banche sono in forte difficoltà (a oggi il 90% del credito arriva dal canale bancario rispetto al 70% dei Paesi più evoluti che hanno già scelto strategie “alternative”);
  • proporre ai risparmiatori nuove forme di investimento per una migliore diversificazione del portafoglio e nel contempo offrire maggiori opportunità di performance;
  • offrire a un maggior numero di risparmiatori quelle opportunità oggi riservate solo ai più sofisticati investitori al mondo abbassando la soglia di accesso e attaccando quella che – fino ad oggi – è stata una vera e propria “casta”.

 

 

In estrema sintesi la mia professione di consulente finanziario che oggi troppo spesso cambia nome (patrimonialista, private banker, promotore, WM ecc.) a mio avviso genera un po’ di confusione nei clienti.  La mia è una professione caratterizzata da uno stretto legame con il cliente basato sulla fiducia, lealtà, onestà, capacità di ascolto e competenza. È un rapporto di fidelizzazione che cresce nel tempo e che sfrutta la tecnologia per migliorare l’operatività ma anche un maggior avvicinamento al mio cliente.

Come disse (Steve Jobs): L’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fai!

Questo articolo fa parte di una nuova rubrica di Wall Street Italia dedicata ai consulenti finanziari che vogliono raccontare le loro esperienze e iniziative professionali. Se siete interessati a pubblicare una vostra storia scriveteci a: social.brown@triboo.it


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