Visco: “non necessarie manovre correttive da 40-50 miliardi”

25 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “A differenza di quanto sostenuto da alcuni commentatori, non sarebbero necessarie manovre correttive da 40-50 miliardi all’anno, non sarebbe richiesto mantenere un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio”.

Cosi’ il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento a Pavia, in occasione della Lectio magistralis sul tema: ”L’uscita dalla crisi del debito sovrano: politiche nazionali, riforme europee, politica monetaria”.

Di fatto, “gli accordi raggiunti nel corso dell’ultimo biennio hanno reso operativi gli impegni di bilancio presi in passato. La regola sul debito pubblico, che sarà applicata all’Italia per la prima volta nel 2016, richiede una riduzione media annua del suo rapporto rispetto al pil pari a circa un ventesimo della parte che eccede il limite del 60 per cento. Per rispettarla non è necessario ridurre il valore nominale del debito. In condizioni di crescita ‘normale’, vicina al 3 per cento nominale, sarebbe infatti sufficiente mantenere il pareggio strutturale del bilancio”. E dunque non ci sarebbe bisogno di ulteriori manovre corerettive.

Visco ha anche sottolineato che ”per il nostro paese il vero vincolo di bilancio e’ dato dalla necessita’ di garantire la sostenibilita’ del debito pubblico e di mantenere il pieno accesso al mercato finanziario”.

Il Governatore ha poi ricordato di aver ”sottolineato piu’ volte come il ricorso annuo del Tesoro ai mercati sia dell’ordine di 400 miliardi. In un contesto ancora carico di tensioni, basta poco a incrinare la fiducia degli investitori. E’ successo tra l’estate del 2011 e la primavera del 2012, quando la quota di titoli pubblici italiani in mani estere scese drasticamente”.

Visco ha sottolineato che lo spread e’ sceso ma non ha ancora raggiunto il livello pre-crisi.

“I differenziali sono scesi su valori piu’ vicini a quelli coerenti con i fondamentali, la frammentazione dei mercati si e’ attenuata. In Italia il divario di rendimento tra i BTP decennali e i corrispondenti titoli tedeschi e’ tornato sotto i 200 punti base. Le stime della Banca d’Italia – ha spiegato – indicano che il miglioramento riflette soprattutto l’abbattimento del rischio di disgregazione dell’area dell’euro”.

Per il governatore inoltre ”emergono rinnovati segnali di interesse per i mercati italiani, incluso quello dei titoli di Stato, che si riflettono in un calo della posizione debitoria della Banca d’Italia nel sistema Target2: alla fine di febbraio questa era scesa a 190 miliardi di euro, quasi 100 in meno rispetto al picco raggiunto nell’agosto del 2012”.

Tuttavia, ”questi risultati sarebbero stati impossibili senza l’avvio a soluzione degli squilibri nazionali e la riforma della governance europea. La politica monetaria unica – ha ribadito – e’ in grado di garantire la stabilita’ solo se i fondamentali economici e l’architettura istituzionale dell’area sono con essa coerenti. I rischi sono ancora presenti, le tensioni sono pronte a riaccendersi”.

In Italia ”la componente nazionale del differenziale di rendimento risente dell’alto debito pubblico e delle basse prospettive di crescita, deve essere ulteriormente ridotta – ha sottolineato Visco – precisando che ”prima della recessione del 2008 era inferiore, sulla scadenza decennale, ai 50 punti base”.

Il governatore ha poi sottolineato che ”la riforma della governance europea ha comportato rinunce di sovranita’, sia pure limitate, da parte di tutti gli Stati membri, sia in materia di bilancio pubblico, sia con riferimento alla definizione delle politiche strutturali. La politica monetaria, per fronteggiare la crisi ha fatto ricorso a strumenti non convenzionali”.

E a questo proposito ha messo in evidenza che ”e’ legittima l’esigenza di vagliare la conformita’ delle soluzioni adottate alle leggi costituzionali nazionali”.