Vincono sempre le banche, Letta regala oltre un miliardo

18 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La notizia era nell’aria; si parlava da giorni di un regalo alle banche italiane da parte del governo Letta, grazie alla legge di stabilità.

D’altronde, i lauti finanziamenti erogati finora dalla Bce di Mario Draghi attraverso le operazioni di LTRO sono in pericolo, con le autorità europee che starebbero studiando nuove sanzioni per quelle banche che sono troppo dipendenti dagli aiuti. E gli istituti italiani figurano sicuramente tra quelli che più di tutti hanno bisogno della “linfa” della Bce.

Tutto questo, mentre secondo le simulazioni su 6 tipologie di redditi effettuate dall’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori (ONF), gli italiani pagheranno con la legge di stabilità tributi che vanno da 182 euro l’anno (per un lavoratore dipendente in affitto) a 900 euro (per un pensionato con la casa di proprietà). Per non parlare della stangata sulle case sfitte.

Finora, dei 1.100 miliardi di euro di prestiti che il mondo della finanza ha ricevuto dalla generosa Bce, i rimborsi sono accelerati, raddoppiando negli ultimi nove mesi, a un valore che al momento si aggira attorno a €352,9 miliardi. Tuttavia, un ammontare complessivo di €665,7 miliardi deve essere ancora restituto e, come scrive il Financial Times, le sette banche più grandi dell’Italia sono quelle più esposte, con un valore di €120 miliardi.

Per non parlare poi della quantità di BTP, in pancia a banche italiane al record di sempre.

E allora cosa fa Letta, che gongola per una legge di stabilità che a suo avviso sigla la fine della “mannaia” per gli italiani, legge che non introdurrebbe nuove tasse? (la solita promessa che non viene mai rispettata). Regala più di un miliardo alle banche.

Un articolo del Fatto Quotidiano fa riferimento a uno studio di Mediobanca Securities, secondo cui le banche potranno goddere di “anticipazione delle detrazioni fiscali su Ires e Irap, che ridurrà il loro carico fiscale di oltre un miliardo di euro solo nel prossimo biennio e solo per i primi nove istituti”.

“Il testo, approvato dal Consiglio dei ministri martedì scorso, prevede infatti che le svalutazioni e le perdite sui crediti saranno deducibili nell’esercizio in cui sono state imputate a bilancio e nei quattro anni successivi e non più in 18 anni come è stato finora. L’impatto potenziale della Legge di Stabilità sull’utile netto delle banche per quanto riguarda il 2015, stando alle stime della Banca Imi(gruppo Intesa), sarà quindi dell’11 per cento”.

“A guadagnarci di più – continua Banca Imi – sarà Unicredit, che avrà quest’anno un beneficio fiscale di 271 milioni di euro, che diventeranno 236 nel 2014 e 219 nel 2015. Ma anche gli altri istituti non resteranno a bacca asciutta: Monte dei Paschi di Siena avrà un beneficio di 101 milioni nell’anno in corso, una cifra che scende a 49 milioni per Banco popolare e a 45 milioni per il gruppo Ubi “.

“I vantaggi per le banche legati alla Legge di Stabilità sono confermati anche dagli analisti di Mediobanca Securities, che stimano un aumento medio dell’utile per azione pari al 7% nel 2014, prevedendo che nel 2015 l’impatto si ridurrà a +5% per effetto di un calo delle perdite sui crediti. Gli istituti che beneficeranno di più del provvedimento, secondo lo studio di Piazzetta Cuccia, saranno Bper e Creval, con un aumento potenziale fino al 20% degli utili attesi nel 2014, una percentuale che scende al 6% per Intesa Sanpaolo”.

“A nostro avviso, il motivo che sta dietro la riduzione del peso fiscale delle banche è la necessità di accelerare il flusso di credito all’economia reale”, commenta Mediobanca. “In un contesto macro già instabile, la distorsione generata dalla peculiarità del trattamento fiscale delle perdite su crediti agisce infatti come un incentivo a stringere ulteriormente gli standard di credito”, aggiunge, ribadendo come il regime fiscale penalizzante per le banche sia uno dei motivi per l’elevato stock di crediti deteriorati in Italia.

Ma, continua il Fatto Quotidiano, “nuovi aiuti pubblici alle banche sono previsti anche dal piano casa tanto voluto dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, grazie al quale gli istituti di credito potranno ricevere direttamente dalla Cassa depositi e prestiti la liquidità necessaria per finanziare l’erogazione di “mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali” e far passare in capo alla Cdp parte dei vecchi crediti. Il cerchio si chiude apputno con l’ultimo provvedimento che, di fatto, consente agli istituti di riuscire nell’impresa di portare a casa dei profitti dai prestiti concessi a cuor leggero nel passato”.

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