Via della Seta Cina: richiamo Ue a Italia per aver agito da sola

12 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Definita un ritorno ai tempi di Marco Polo, l’adesione dell’Italia alla Bri, la Belt and Road Initiative cinese, altrimenti nota come “nuova Via della Seta”, un grande programma di investimenti infrastrutturali che comprende porti, linee ferroviarie, strade e corridoi marittimi, irrita l’Ue e gli Usa.

È notizia delle ultime ore che il presidente Xi Jinping arriverà in Italia per una visita ufficiale il 22 marzo, per discutere appunto della Belt and Road Initiative e durante la visita verrà firmato un memorandum d’intesa a sostegno della BRI come ha sottolineato al Financial Times il sottosegretario  dello sviluppo economico italiano, Michele Geraci.

Proprio il Financial Times definisce ambizioso il programma, mentre gli Stati Uniti manifestano tutta la loro preoccupazione dalle pagine de La Stampa.

“Siamo molto preoccupati che quando il presidente cinese Xi visiterà Roma, l’Italia firmi la Belt and Road Initiative, perché legittimerebbe un progetto politico, inviando il messaggio sbagliato a Pechino”.

Commissione Ue, richiamo formale a chi coopera con la Cina

Secondo il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, l’adesione al progetto cinese della Via della Seta ha lo scopo di migliorare le relazioni commerciali con la Cina, ma non deve ledere gli interessi strategici dell’Italia.

Da parte sua Bruxelles è sull’attenti e, come riporta Agi, la Commissione europea oggi dovrebbe lanciare un richiamo formale agli Stati membri che intendono cooperare con la Cina, anche nel quadro della ‘Belt and Road Initiative’, chiedendo loro di mantenere la “piena unità” dell’Ue.

Il collegio dei commissari che si riunisce oggi a Strasburgo, adotterà infatti una comunicazione sulle relazioni con la Cina, destinata a alimentare il dibattito durante il Vertice dei capi di Stato e di governo del 21 e 22 marzo. “Nel cooperare con la Cina, tutti gli Stati membri, individualmente o all’interno di quadri di cooperazione subregionali hanno una responsabilità di assicurare coerenza con il diritto, le regole e le politiche dell’Ue”, si legge nella bozza della comunicazione visionata dall’AGI.

E a gettare acqua sul fuoco ci pensa il ministro dell’economia Giovanni Tria che arrivando alla riunione dell’Ecofin ha sottolineato:

“Si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo ma un Memorandum of Understanding in cui si ribadiscono accordi di cooperazione commerciale presenti in tutti i documenti europei. Detto questo credo che si debba tranquillizzare e tenere conto di alcune preoccupazioni”.