Valute emergenti: il mercato del Forex non sarà più lo stesso

3 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Abbiamo visto nella passata settimana come l’eurodollaro, giunto in una zona nevralgica con molti segnali di inversione, abbia marciato a ribasso rompendo diversi supporti a ribasso, raggiungendo il livello 1.3500.

Da questo punto di vista possiamo dire che il grafico weekly non mente mai e spesso si dimostra un’arma davvero efficace per prevedere l’andamento del prezzo e andare quindi ad operare sui grafici minori in funzione delle indicazioni settimanali.

L’australiano invece, nonostante la rottura del supporto citato nell’articolo di settimana scorsa, non ha subito estensioni ribassiste ed anzi abbiamo notato un calo della volatilità, in quella che si sta trasformando in una fase di accumulazione o distribuzione.

A questo punto la situazione di fondo cambia leggermente e diventa più incerta, anche se il trend di fondo resta ribassista. Per operare, a livello daily, diventa strategico il livello di attuale resistenza in area 0.8850.

Da qui, in caso di segnali ribassisti (pin, divergenze, medie mobili) sarebbe possibile schierarsi short puntando nuovamente verso 0.8700, mentre se la resistenza non dovesse funzionare allora avremmo la strada aperta verso 0.9000 circa. Abbiamo quindi un margine di 150 pips sia a rialzo che a ribasso per poter cercare segnali di ingresso anche nell’intraday. Tutto, come visto ruota intorno al livello chiave di 0.8850 come in Figura 1 (a fianco).

Analizziamo adesso invece il grafico weekly del cambio GBPUSD, che si trova in una zona delicata che dovrebbe portare a nuovi movimenti importanti. Come si vede dal grafico in Figura 2 (qui sotto), abbiamo tre livelli importanti che sono 1.6300, 1.6500 e 1.7000.
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Quest’ultimo potrebbe rappresentare un buon target se il prezzo dovesse portarsi al di sopra di 1.6500 e andare a ritestarlo come supporto. Un possibile ingresso potrebbe avvenire anche al breakout confermato:

Andando nel dettaglio del grafico, sempre su time frame weekly, vediamo che presso il livello 1.6500 abbiamo avuto una serie di rotture a livello settimanale ma sempre rientrate. Questo significa che, comunque, il prezzo non ha mai confermato la rottura di questa resistenza andando a chiudere tutte le sedute settimanali al di sotto. Nel grafico vediamo quindi anche una serie di pin ribassiste che suggeriscono un’imminente discesa del prezzo (Figura 3, qui sotto).
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Una prima ipotesi è quella di mantenere una visione short nel medio e breve periodo per andare a vendere il possibile ritracciamento indicato dal grafico weekly, con target in zona 1.6300. Il breakout di quest’ultimo spingerebbe il prezzo alla ricerca di un secondo supporto in area 1.5850. Sconsiglierei di operare, se non in intraday, la fascia tra 1.63 e 1.65 per via di questa indecisione manifestata dal grafico, per poi sancire definitivamente la ripresa della view long al di sopra di 1.6500.

Le operatività possibili sono quindi diverse e ci sarà bisogno di un poco di attenzione e agilità per prevedere i movimenti e scegliere un buon timing di ingresso.

L’autore Lucas Bruni è analista e formatore di ProfessioneForex, e Autore di TRADERS’ Magazine.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Traders’ Magazine – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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