Valutario: volatilita’ per l’eurodollaro, tra supporti e resistenze

17 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Mercati dormienti durante la sessione asiatica e la mattinata di ieri, che come la calma prima della tempesta sono stati propedeutici a forti aumenti di volatilità cominciati nel pomeriggio e continuati ad oltranza fino alla mattinata di oggi.

Forti movimenti sono partiti dopo la comunicazione da parte della Banca Centrale Europea sulla non ripresa del programma di acquisto di bond emessi dai Paesi periferici in difficoltà dell’area euro.

Questo testimonia che l’istituto centrale si sta muovendo in linea rispetto a quanto comunicato ad analisti ed operatori, ossia quella politica di wait and see che servirà ancora per qualche tempo (non sono stati dati riferimenti temporali precisi, ma crediamo giugno possa cominciare ad essere supportivo a questo tipo di analisi) prima di poter valutare gli effetti che le operazioni di LTRO, messe in piedi lo scorso dicembre e sul finire di febbraio con le quali sono stati iniettati nel sistema interbancario quasi 1.000 miliardi di euro, possono sortire.

Una decisione di questo tipo è la tipica in grado di muovere il mercato (in questo caso ha dato forza), in quanto gli investitori, dovendo analizzare un ambiente macroeconomico molto contrastato a livello di dati, sono alla continua ricerca di rumors e notizie sistemiche in grado di accendere o meno la propensione al rischio.

Possiamo anche effettuare un ulteriore break down di analisi e notare come, di fronte a notizie negative sul fronte euro portano ad un aumento generalizzato dell’avversione al rischio, che si ripercuote sul fronte valutario e va a colpire soprattutto i mercati obbligazionari ed azionari dei Paesi in difficoltà, mentre di fronte a dati positivi le borse possono ripartire in maniera generalizzata e sul valutario si assiste a vendite di dollari che, di fronte alla notizie più forti vanno a riguardare la totalità delle valute che quotano contro il biglietto verde, mentre di fronte a notizie di più lieve entità, avvengono soprattutto contro le valute a più alto rendimento (escludiamo dunque, dalle majors e commodity currencies il UsdJpy).

Ieri, la moneta unica europea è riuscita a guadagnare terreno proprio perché il mercato ha interpretato in maniera positiva il fatto che non si sia andati ad intervenire ulteriormente sui mercati, dimostrando di essere fiduciosi e di voler effettivamente dare tempo alla liquidità iniettata nel sistema di arrivare alle imprese tramite il settore del credito, anche di fronte a mercati che ultimamente si sono dimostrati abbastanza pesanti.

Sull’azionario i cali di settimana scorsa sono evidenti e sotto gli occhi di tutti, mentre sull’obbligazionario i rendimenti dei titoli di stato dei soliti Paesi sono tornati a salire, così come lo spread Bund-10 anni periferici.

Questi movimenti non sono in grado però di rompere dei punti importanti di medio periodo, per cui crediamo che i mercati possano cercare di rimanere in ampie fasi laterali mostrando questi forti aumenti di volatilità che possono essere sfruttati dai trader di breve periodo.

EurUsd
Ha retto bene l’area di supporto individuata grazie ai due minimi di riferimento precedenti. La moneta unica, infatti, non ha oltrepassato l’area compresa fra 1.3005 e 1.2975 (che rimane anche per le prossime ore la più importante) dando vita ad una ripresa che in pochi avrebbero ipotizzato solamente ieri mattina. La volatilità che si è venuta a creare ha avvicinato prima del previsto il livello di resistenza che è possibile ritrovare a 1.32. Non riuscendo ad anticipare i movimenti all’interno di questo range, l’idea è di rimanere in attesa sino al raggiungimento di uno dei due.

UsdJpy
Un po’ alla volta il cambio UsdJpy continua a confermare che la tendenza ribassista individuata da giorni e ancora in atto. La trendline discendente indica un livello di resistenza che oggi transita 82 figura, mentre il livello di Fibonacci (il 50% dell’ultimo movimento in salita) indica ancora un livello obiettivo di 80.15 (da cui oramai ci separano solamente 15 pip). Un livello intermedio di grande interesse è certamente 81.10 dove abbiamo notato, la settimana passata, una grande fatica del cambio a portarvisi al di sopra.

EurJpy
Sul cambio EurJpy non notiamo grandi spunti operativi, fatta eccezione per 104.40, che come indicato anche ieri rappresenta il prossimo livello di supporto, indicato dalla metà del ritracciamento del movimento positivo compiuto dal cambio da metà gennaio a metà marzo (97 e 111). Una sua rottura a ribasso pensiamo rappresenti il miglior spunto tecnico che ci si possa attendere da qui alle prossime ore.

GbpUsd
L’analisi del cable ha, anche oggi, una forte correlazione con quella dell’eurodollaro. Anche in questo caso abbiamo assistito ad un rapido allontanamento dall’area di maggior interesse come supporto, 1.5810 (che rimane anche per oggi livello immancabile di breakout), che avendo ricevuto un’ulteriore conferma rappresenta il “livello” da osservare.

EurChf
Un rapido aggiornamento sul cambio EurChf serve a indicare il livello di resistenza più interessante delle ultime giornate: parliamo di 1.2030 che, oltre ad essere massimo degli ultimi dieci giorni di scambi, è il livello a cui transita oggi la media mobile a 100 periodi su grafico H4. Sotto invece a 1.20, con la conferma degli ultimi commenti della SNB, si trova l’area di maggior interesse come supporto.

AudUsd
1.0250 a 1.0450 anche per le prossime ore sono i maggiori candidati a livelli chiave, nonostante nello spazio fra i due compreso possa essere trovato un livello ulteriore. 1.0315, alla prova di tenuta proprio in questi istanti, potrebbe essere il trampolino di lancio per la parte bassa del range sopra indicato.

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