Valutario e materie prime: attenti alla legge di Murphy

16 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Apriamo la piattaforma oggi con una riflessione sull’andamento delle borse della giornata di ieri. La Grecia sembra essere una maledizione che si accanisce proprio in una fase delicatissima della vita dell’Europa in cui accordi gli tra i leader devono fare da caposaldo.

Nello stesso tempo accadono una serie di eventi che sembrano cambiare gli scenari che sembravano ormai consolidati, ossia il neo eletto François Hollande, che è il settimo presidente della Repubblica Francese, trovi subito un accordo con il cancelliere tedesco Angela Merkel, e si prosegua quanto intrapreso tra la Merkel e Sarkozy.

La volontà comune di fare in modo che la Grecia resti dentro l’Eurozona è stato l’elemento in comune, oltre a questo vi sono nette differenze su come i due vorranno procedere in merito alla combinazione di austerità e crescita.

Il mancato accordo sul governo tecnico in Grecia con il conseguente ritorno alle urne ha fatto scattare a tutti gli operatori specializzati nel proprio campo (Futures, Valute, Obbligazioni, Azioni) il segnale di RISK OFF. Se la Grecia rinunciasse all’euro e uscisse dalla stessa Unione Europea, le conseguenze sarebbero molto negative, visto che un’uscita dalla moneta unica non è contemplata dai trattati. Questo sarebbe un precedente che potrebbe velocemente riversarsi anche su Lisbona e Dublino, ed a seguire Madrid e Roma.

La psicologia di massa abbinata alla speculazione internazionale potrebbe piegare definitivamente l’Europa.

Gli effetti sugli indici finanziari sono stati pesanti: Milano (-2,56%), Madrid (-1,60%), Francoforte(-0,79%), Parigi (-0,61), Londra (-0,51%). Sul fronte valutario le valute rifugio USD e JPY sono state oggetto di fortissimi pressioni in acquisto. Il settore bancario italiano dopo il dopo il taglio del rating a 26 istituti ha visto Mediolanum, Mps e Banco Popolare crollare. Una sola seduta di discesa dei prezzi per il settore bancario sarebbe auspicabile ma l’impatto del declassamento è molto più profondo e forse anche nella giornata di oggi dovremo aspettarci altre vendite su tale settore.

Forse il declassamento può essere visto dagli operatori esteri come un forte segnale di sfiducia per l’Italia che indebolisce il lavoro di Monti svolto fino ad oggi per far recuperare credibilità al nostro paese. Il riflesso di ciò si ha subito nel confronto tra lo spread Btp-Bund che troviamo di nuovo a 440bp.

Il problema del debito europeo permane con ulteriori interventi ancora da applicare in primis sul regime fiscale. Sembra di trovarsi di fronte alla legge di Murphy, in cui molteplici elementi negativi sembrano scatenarsi tutti contemporaneamente nel momento di massima difficoltà. Ma questo non accade anche nella vita?

I prezzi hanno ben espresso questo, basta osservare come Eur/Usd questa mattina sia a 1,2700. Una osservazione anche sul petrolio che scende a conferma della diminuzione della domanda del greggio a livello globale.

EurUsd
La tendenza negativa della moneta unica continua ad essere evidente, a questo punto osservando ADX con valori sopra a 50 si potrebbe aprire la discesa fino al supporto area 1,2600

UsdJpy
La tendenza negativa sembra essersi definitivamente interrotta e la rottura della parte alta del canale ribassista è confermata. I prezzi a questo punto potrebbero raggiungere i massimi precedenti a 81,75.

EurJpy
Anche sul cambio EurJpy siamo in presenza di una continuazione di tendenza ribassista. Evidenziamo il trend pulito e negativo che si traccia da manuale di analisi tecnica. Segnali di esaurimento non compaiono, pertanto il livello psicologico a 102,00 potrebbe essere raggiunto.

GbpUsd
Abbiamo già detto come il cable stia tenendo meglio dell’eurodollaro. Oggi purtroppo il livello 1,60 è stato rotto con un momentum molto forte. Facciamo attenzione che questo non sia un segnale di inizio di un trend a ribasso.

AudUsd
La parità è stata rotta ma per fortuna i prezzi non si sono allontanati in maniera eccessiva e lo stocastico a 4 ore inizia a dare segnali di rialzo che speriamo contrastino la discesa dei prezzi.

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