Economia

Vacanze: in Italia 31 milioni di turisti in meno quest’anno

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Gli effetti della pandemia dal Covid continuano a farsi sentire in vari settori tra cui quello turistico.  Secondo Tourism Economics, i flussi turistici internazionali dovrebbero diminuire del 39% in Europa nel 2020 rispetto allo scorso anno quando il turismo internazionale aveva rappresentato il 35% della spesa per turismo in Europa e le esportazioni di servizi turistici avevano generato un fatturato di 428 miliardi di euro nell’Unione europea, ovvero il 2,6% del PIL dell’area.

Come si legge nel Report sul settore turistico europeo (e italiano) a cura di Jesus Castillo, Senior Economist di Natixis, solo nel nostro Paese è prevista una perdita di 31 milioni di turisti nel 2020 con una perdita che equivale al 5,2% del PIL italiano, pari a 1 milione di posti di lavoro in meno.
Certo, si legge nel report, l’importanza del turismo internazionale varia fra i diversi paesi d’Europa tanto che in Italia, gli europei rappresentavano il 70% dei turisti internazionali (67,9 milioni di persone).

Il rapporto tra la spesa media per visitatore mostra quali nazionalità spendono di più. Per esempio, i turisti provenienti da Paesi più distanti (in particolare dalla Cina, dal Giappone, e dagli Stati Uniti) spendono di più al giorno e per persona rispetto ai turisti di altre origini geografiche. Sebbene arrivino meno turisti da questi Paesi in termini di volumi, essi contribuiscono relativamente di più in termini di fatturato rispetto ai turisti europei. Questo è particolarmente vero per i viaggiatori che arrivano in Francia e in Italia.

Nel dettaglio il pernottamento alberghiero è la più grande voce di consumo tra i turisti non residenti in Italia e Francia (oltre il 30% della spesa turistica non residente nel 2018). Inoltre, i turisti non residenti tendono a spendere di più per questo rispetto ai residenti in tutti e tre i Paesi. In Spagna, ad esempio, la spesa media giornaliera per alloggio nel 2019 è stata di € 112 per i turisti residenti, rispetto a € 197 per i non residenti. Si può quindi prevedere che la ricettività turistica sarà particolarmente colpita dalla caduta dei flussi turistici internazionali. Alcuni segmenti favoriti dai turisti internazionali rischiano di essere colpiti più duramente da questo autunno, in particolare alloggi di mercato e hotel di fascia medio-alta.

La perdita di turisti impatterà anche in alcuni settori indirettamente collegati come ad esempio per i ristoranti visto che la spesa dei turisti internazionali costituisce una quota maggiore delle loro entrate rispetto a quella dei turisti residenti.
I Paesi più colpiti potrebbero essere prima la Spagna, poi l’Italia a causa dell’elevato numero di posti di lavoro in questo settore (oltre 1,2 milioni e quasi 1 milione di posti di lavoro, rispettivamente).

Turisti italiani scelgono il Belpaese

L’89% dei turisti italiani ha dichiarato che  quest’anno trascorrerà le vacanze in Italia. Secondo Bluepillow, oltre la metà degli italiani afferma di voler andare in vacanza quest’estate: l’89% vuole rimanere in Italia.
In Italia e Francia, i turisti domestici continuano a rappresentare la maggior parte della spesa (62% o 103,7 miliardi di euro in Francia e 58% o 68 miliardi di euro in Italia nel 2017), il che potrebbe frenare le perdite del settore.

La spesa all’estero di turisti francesi e italiani, che potrebbero essere parzialmente recuperati quest’anno dal turismo domestico, è stimata rispettivamente a 36,7 e 27,1 miliardi di euro (rispetto a una perdita di entrate internazionali di 23 e 21 miliardi di euro, rispettivamente, secondo alle nostre stime).