Usa: stime calo deficit, ma con conseguenze negative per il Pil

23 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: giornata positiva quella di ieri per i listini e per gli spread dell’area Euro. Il differenziale Italia-Germania si è portato a 411 pb dai 435 del giorno prima e quello spagnolo a 460 da 484.

L’ottimismo degli operatori è da attribuire all’attesa per la riunione informale dei leader Ue di questa sera. Nel corso di tale incontro i temi in discussione sono diversi: 1) project bond: 2) aumento di capitale della Bei; 3) possibilità di assegnare al meccanismo Esm la licenza bancaria (che gli permetterebbe di accedere ai finanziamenti della Bce) e di iniettare direttamente capitale alle banche; 4) eurobond; 4) creazione di un fondo europeo per la garanzia dei depositi; 5) tassazione delle transazioni finanziarie.

A fine giornata è arrivata la notizia riportata da Dow Jones secondo cui l’ex premier greco Papademos avrebbe dichiarato che sarebbero in corso preparativi per l’abbandono dell’Euro da parte della Grecia. Lo stesso Papademos, in una successiva intervista a Cnbc ha precisato che non ci sarebbe alcun preparativo in corso in Grecia, aggiungendo di non poter escludere la possibilità che altri paesi stiano approntando preparativi in tal senso.

Secondo quanto riportato da Ft, che cita esponenti del governo tedesco, per la Germania non ci sarebbero le condizioni per introdurre gli eurobond sotto gli attuali trattati e tale convinzione non cambierà neanche a giugno.

L’Ocse ha rilasciato le nuove stime di Pil del 2012 che vedono un rialzo per quelle del Pil tedesco a 1,2% da 0,6% e francese a 0,6% da 0,3%, mentre per l’intera area il Pil è atteso scendere dello 0,1% dal +0,2%. L’Organizzazione ha inoltre invitato la Bce a riprendere i suoi acquisti di bond, fermi da dieci settimane.

Oggi in Germania è attesa l’emissione del nuovo titolo a due anni fino a 5 Mld€ la cui cedola è stata fissata allo 0%.

Negli Usa listini azionari invariati, dopo aver eroso nell’ultima ora i guadagni della giornata, in seguito principalmente alle indiscrezioni riportate da Dow Jones in merito alle dichiarazioni prima citate di Papademos.

L’ottimismo di inizio giornata era stato supportato principalmente dall’attesa di manovre cinesi di supporto alla crescita oltre che dal favorevole andamento ad aprile delle vendite di case esistenti che ha comunque consentito un recupero dell’1,6% del comparto costruttori all’interno dell’indice S&P500.

Ancora in calo invece Facebook, che ieri ha perso un ulteriore 9%. A mercati chiusi è stata mal accolta la trimestrale di Dell che ha perso nell’after hour circa il 13%, su previsione di fatturato per il trimestre in corso inferiore al consensus degli analisti.

Il Congressional Budget Office, in un report pubblicato ieri, ha segnalato come a legislazione vigente, tra il 2012 ed il 2013 si assisterebbe ad un forte calo del deficit di bilancio pari al 4% del Pil, che però impatterebbe negativamente sul Pil, stimato in calo dell’1,3% annualizzato nel primo semestre 2013.

Sul fronte emergente, il ministro delle finanze brasiliano ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil 2012, portandole al 4% dal precedente 4,5%.

Valute: euro in forte deprezzamento tra ieri ed oggi dopo le dichiarazioni di Papademos riportate da DJ, arrivando questa mattina ad eguagliare i minimi dell’anno già pareggiato lo scorso 18 maggio. La resistenza si colloca a 1,275 e il supporto sui recenti minimi del 2012 a 1,2620. Supporto successivo in ara 1,25.

Forte apprezzamento per lo yen sia vs euro che vs dollaro, aiutato anche dalla debolezza della borsa in scia sempre alle parole di Papademos. Nella riunione odierna, la BOJ ha mantenuto invariati i tassi di riferimento e il piano di acquisti di bond. I livelli di supporto vs euro si posizionano a 100 mentre vs dollaro a 79.

Non si arresta il forte deprezzamento vs Usd delle principali valute emergenti e commodity currency come il dollaro australiano. In particolar per il real brasiliano ha accelerato la fase di deprezzamento dopo la rottura di quota 2 ad inizio settimana.

Materie Prime: sul fronte materie prime ennesimo calo per l’indice GSCI ER che scivola sotto i minimi. Molto male il mais e il cotone con perdite intorno al 6% e 4%. In calo sia il brent che il Wti dopo il raggiungimento di un accordo con l’Iran per l’accesso degli ispettori delle nazioni unite ai siti nucleari. Oggi a Baghdad inizierà l’incontro tra il cosiddetto gruppo P5+1 (Cina, Francia, Germania, Russa, Uk e Usa) ed esponenti iraniani per discutere del tema nucleare iraniano.

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