Usa, Obama: “Non c’e’ nessuna crisi del debito”

15 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Gli Stati Uniti sono indebitati fino al collo, per $17 mila miliardi, ma il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha voluto rassicurare tutti sulla questione: “Non c’e’ motivo di preoccuparsi”, ha detto.

Tassi & Congiuntura: in area Euro poco mosso lo spread italiano, mentre è salito quello spagnolo in un contesto di rialzo delle borse europee su dati Usa migliori delle attese e sulla scia degli acquisti dei gestori in attesa del Consiglio Europeo. È’ tornato inoltre a salire il differenziale tra Italia e Spagna, ora a 22 pb dopo essere sceso sotto 10 pb. Oggi termina la riunione del Consiglio Ue. La prima giornata si è conclusa con un’apertura verso una maggiore flessibilità delle regole di bilancio con la possibilità di deviare dall’obiettivo di pareggio strutturale per sostenere la crescita. Quest’ultimo passo però dovrà essere concordato preventivamente con Commissione europea ed Eurogruppo.

Nel pomeriggio di oggi, al termine del consiglio europeo, i ministri finanziari dell’area Euro si incontreranno per discutere del piano di salvataggio di Cipro, che dovrebbe vedere una buona parte dei finanziamenti destinati al settore bancario. La Cancelliera Merkel ha auspicato una decisione veloce su Cipro, ma ogni decisione dovrà essere equa e risultare sostenibile. Un membro della coalizione della Merkel ieri ha dichiarato che il piano cipriota potrebbe includere le perdite dei depositanti. Intanto in Grecia sono state sospese le trattative con la Troika che ha lasciato la città, rimandando la decisione sulla prossima tranche ad aprile. Secondo fonti vicine ad Atene, una delle principali divergenze sarebbe sui licenziamenti nel settore pubblico. Il membro della BCE, Nowotny, ha dichiarato che non è il momento giusto per tagliare i tassi poiché l’istituto lavora sull’ipotesi che l’economia migliorerà nel corso dell’anno. La Spagna ha collocato ieri 803Mln € di bond con scadenza 2029, 2040 e 2041. Non era stato fissato un ammontare obiettivo per ieri ed il collocamento è stato limitato ai dealer primari.

Oggi il Tesoro italiano torna sul mercato con un buyback di Btp marzo 2015, aprile 2015 e di tre Cct (settembre 2015, dicembre 2015 e marzo 2017). Negli Usa tassi in lieve rialzo sulla parte a lungo termine sulla scia di favorevoli dati macro (in particolare le richieste di sussidi settimanali per la disoccupazione) e una domanda molto debole da parte di investitori domestici per l’emissione di 13Mld$ di titoli a 30 anni (la percentuale dei cosiddetti direct bidders è stata pari a solo il 5% circa). Continuano ad essere penalizzati i titoli emessi dalle amministrazioni locali (cosiddetti municipal bonds) dopo che la California è stata ieri costretta ad incrementare il tasso offerto su un’emissione di circa 2,5Mld$ di titoli a lungo termine. Oggi il focus sarà sui dati sull’inflazione di febbraio, in un contesto in cui le aspettative di inflazione a lungo termine sono in continuo rialzo, come indicato dalle quotazioni dei relativi Treasury indicizzati.

Valute: euro/dollaro in recupero nella seduta di ieri anche se in mattinata il cambio aveva toccato i minimi da dicembre scorso in prossimità di area 1.29. Il flusso continuo di dati superiori alle attese negli Usa ha favorito il dollaro nelle ultime settimane, ma visti i livelli raggiunti ed in attesa della riunione Fed del prossimo 20 marzo potrebbero prevalere le prese di profitto sul biglietto verde. Stamattina il cambio torna sopra quota 1,30 favorito dalla partenza positiva dei listini europei. La prima resistenza si colloca in area 1,307/1,3120. Yen stabile in prossimità di area 96 vs dollaro, mentre si è deprezzato vs euro sulla scia del rialzo dell’eur/usd. La Camera Alta del Parlamento ha confermato Kuroda ed i due vice governatori proposti per la BoJ; sale ora l’attesa del mercato per la prossima riunione BoJ in programma il prossimo 4 aprile. Confermiamo il supporto a 124 e la resistenza a 126. Prosegue la fase di recupero della sterlina vs le principali valute, dopo le dichiarazioni del governatore King su un valore della valuta che risulta al momento appropriato.

Da segnalare il forte deprezzamento della corona norvegese dopo che la Banca Centrale ha mantenuto invariati i tassi ma segnalato la possibilità di un taglio in futuro. In mattinata la Banca Centrale russa ha lasciato invariato i tassi visto i segnali di rallentamento dell’economia. Analoga decisione è stata presa ieri dalla Banca Centrale svizzera che ha confermato l’impegno a mantenere il floor del cambio euro/franco a 1,20.

Commodity: indice GCSI ER in rialzo sulla scia principalmente del recupero del greggio e del grano, quest’ultimo in recupero grazie a segnali di incremento della domanda estera di produzione Usa. In calo invece i semi di soia su attese di un abbondante raccolto brasiliano. Il Brasile quest’anno potrebbe scavalcare gli Usa ponendosi al top della classifica dei principali esportatori mondiali di semi di soia utili per la produzione di olio. Tale indicazione ha contribuito ad una forte penalizzazione dell’olio di palma (-1,4%).

Azionario: seduta quella di ieri all’insegna dei forti rialzi e di nuovi massimi per alcuni indici europei. Tutti i listini hanno chiuso in guadagno di oltre l’1%, con l’indice Dax cha ha segnato nuovi massimi da 5 anni, mentre lo Stoxx 600 è salito sui livelli più alti dall’estate del 2008. A trainare i rialzi il settore telecomunicazione che da inizio mese ha registrato , all’interno dello stoxx 600, la migliore performance. Guadagni anche per il settore assicurativo tra cui spicco il forte rialzo di Generali (+9,4%) dopo la pubblicazione dei dati trimestrali. Generali, unito al settore bancario, ha permesso al Ftsemib di essere il migliore indice in Europa, pur restando ancora ben lontano dai massimi toccati lo scorso fine gennaio. Rialzo sostenuto anche per Eni (+3,1%) dopo l’annuncio del nuovo piano industriale triennale. Negli Usa non sembra volersi arrestare il rally che ha portato l’indice Dow Jones ad un nuovo livello record ed avvicinato ancora di più ai massimi storici (distanti ormai meno dell1%) l’indice s&p500.

La serie di dati positivi pubblicati recentemente, ultimi quelli relativi ai sussidi alla disoccupazione, continuano a sostenere gli acquisti che, nella seduta di ieri, hanno interessato principalmente i settori energetico e tecnologico. I volumi sono risultati in rialzo rispetto alle sedute precedente, visto anche l’approssimarsi delle scadenze tecniche di oggi, mentre continua a scendere la volatilità con l’indice Vix che ha segnato nuovi minimi da 6 anni approssimandosi all’11%. Sul fronte emergenti, quarto seduta in calo consecutiva per l’indice MSCI EM, penalizzato dal calo dei listini brasiliano e turco. Stamani la sessione asiatica ha visto un proseguimento dell’andamento positivo sulla scia della chiusura in rialzo degli Usa. Forte rialzo per i listini australiano e giapponese con l’indice Nikkei (+1,5%) che ha fatto segnare nuovi massimi da settembre 2008. In controtendenza i mercati indiano e coreano, su cui ha pesato il calo di oltre il 2% di Samsung.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

A2A – La società ha chiuso l’esercizio 2012 con un utile pari a 260 Mln€ contro il rosso di 423 Mln€ dell’anno precedente. Il dividendo sarà pari a 0,026€ per azione.

BANCA POPOLARE DI MILANO – Secondo il Corriere la società starebbe preparando un aumento di capitale da 500 Mln€ per rimborsare i Tremonti bond. Secondo indiscrezioni circolate ieri la ricapitalizzazione verrebbe lanciata successivamente alla trasformazione in S.p.a. e potrebbe lasciare spazio a nuovi soci.

ENEL – La società si troverà probabilmente nelle prossime settimane ad affrontare il mercato dei capitali con due differenti strumenti: bond ibridi e bond retail.

ENI – Ieri mattina la società ha annunciato la cessione del 20% dell’area 4 in Mozambico per 4,2 Mld$ ai cinesi di CNPC e contestualmente le due parti hanno firmato un accordo per l’attività esplorativa di shale gas in Cina. Grazie alle recenti dismissioni, come quelle di Snam, Galp e l’ultima ieri, Eni ha a disposizione 9 Mld€ e bond per 18 Mld€. Forte di questa situazione, il gruppo da un lato intende remunerare gli azionisti con un dividendo crescente nel tempo e con un nuovo piano di buyback sulle azioni, dall’altro punta a crescere sempre di più nell’esplorazione e produzione vista in salita di oltre il 4% nei prossimi quattro anni.

FIAT – Il mercato dell’auto in Europa Occidentale (Ue a 15 + Svizzera) ha segnato a febbraio un calo di vendite del 10,2% a 775.530 immatricolazioni (864.070 nel 2012), questo secondo quanto riportato da Reuters.

GENERALI – La pulizia profonda attuata dal Ceo Mario Greco sul portafoglio della società è stata apprezzata dal mercato, che ha spinto ieri il titolo fino a 13,33€ ( +9,35%) con l’utile operativo che diventa il focus al posto del risultato netto, depresso invece dalle svalutazioni.

VOLKSWAGEN – la casa automobilistica ha chiuso il 2012 con una crescita dei ricavi del 21,9% a 192,7 Mld€. L’utile netto si è attestato a 21,9 Mld€ dai 15,8 Mld€ dell’anno prima. Il Cda ha proposto un dividendo di 3,50€ per azione, in aumento rispetto a quello del 2011 pari a 3€. La società prevede un 2013 “difficile” a causa della contrazione del mercato dell’auto in Europa, la conseguente diminuzione dei prezzi delle auto e il rallentamento della crescita cinese. La previsione per l’anno in corso è di profitti invariati rispetto al 2012, un ‘aumento dell’EBIT è previsto per il 2014.

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