Usa: Gm, Delphi può risolvere la bancarotta

23 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Per General Motors Corp., il suo maggiore fornitore di componenti, Delphi Corp., può ancora uscire dalla procedura fallimentare, nonostante uno dei possibili cavalieri bianchi probabilmente non parteciperà al salvataggio della società. Lo ha detto a Bloomberg News l’amministratore delegato di Gm, Rick Wagoner. “Siamo ottimisti” – afferma ieri Wagoner, in un’intervista rilasciata a Bloomberg News a Shanghai. “Tutto rientra nel processo che auspicabilmente porterà ad una risoluzione. ”I rischi di uno sciopero paralizzante per l’attività Usa di Gm sono aumentati dopo che, ieri, Delphi ha detto che la risoluzione dei suoi problemi fallimentari subirà dei ritardi, in quanto Cerberus Capital Management Lp probabilmente si ritirerà dal progetto di investire 3,4 miliardi di dollari per acquisire il controllo della società. Le trattative con i quattro partner di Cerberus nella cordata, fra i quali Appaloosa Management Lp, continueranno, ha reso noto ieri Delphi, che ha sede a Troy, nel Michigan. Delphi si è rivolta al tribunale per cancellare il contratto con i sindacati a partire da giugno. Il sindacato, da parte sua, ha minacciato di scendere in sciopero. Cerberus è irritata dall’opposizione del sindacato United Auto Workers ad offrire delle concessioni salariali, hanno detto a Bloomberg News delle persone a conoscenza delle trattative. “I capitali privati possono voltarsi e andarsene, il sindacato no”, ha commentato l’analista Dennis DesRosiers, in un’intervista concessa a Bloomberg News durante la fiera dell’auto di Shanghai. Wagoner, da parte sua, ha confermato che Gm, da cui Delphi fu scorporata nel 1999, coprirà i costi pensionistici degli ex addetti sindacalizzati di Gm rimasti in Delphi, se quest’ultima non riuscirà a farvi fronte. “Pensiamo che un accordo sia ancora possibile”, ha detto il direttore finanziario di Gm, Fritz Henderson, a Bloomberg News a Shanghai. “Gm conferma l’impegno a cercare di trovare una soluzione per Delphi”.
Intanto, la casa automobilistica statunitense Chrysler annuncia che intende perseguire la sua strategia d’espansione, anche se la casa madre tedesca DaimlerChrysler Ag decidesse di cederla. Lo ha dichiarato Eric Ridenour, che siede nel consiglio direttivo, in occasione del salone automobilistico di Shanghai. La casa statunitense continuerà a crescere fuori del nord America, ha detto Ridenour. Chrysler introdurrà il marchio Dodge sia in Cina che in Giappone quest’anno. Negli Usa, la casa è penalizzata, in termini di quote di mercato, anche per la sua dipendenza da camioncini quali il Dodge Ram e sport-utility vehicle come il Jeep Commander. Ha chiuso il 2006 con una perdita di 1,5 miliardi di dolari. Da qui l’intento di DaimlerChrysler di cederla. L’amministratore delegato di DaimlerChrysler, Dieter Zetsche, ha dichiarato il 4 aprile che il gruppo è impegnato in trattative per la cessione di Chrysler, che ha sede ad Auburn Hills, nel Michigan. Nel frattempo, Chrysler si attende che il sindacato United Auto Workers collabori per ridurre i costi pensionistici e dell’assistenza sanitaria, ha detto Ridenour, precisando di aspettarsi di ottenere un accordo analogo a quelli di General Motors Corp. e Ford Motor Co.