Usa: Gestori di private equity, compensi record

31 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

I più rinomati gestori di fondi di private-equity e di hedge fund hanno guadagnato in 10 minuti più di quanto i lavoratori dipendenti Usa con retribuzione media hanno guadagnato nell’intero scorso anno, secondo uno studio appena pubblicato da due istituti di ricerca che si riferisce al 2006, citato da Bloomberg News. I 20 gestori di fondi meglio pagati hanno ricevuto in media 657,5 milioni di dollari, cioè 22.255 volte il salario medio annuo negli Usa, che ammonta a 29.500 dollari, rivela il rapporto diffuso ieri dall’Institute for Policy Studies e United for a Fair Economy. La ricerca riporta dati forniti dal Dipartimento del Lavoro Usa e della rivista Forbes. “Il fatto che i livelli retributivi dei gestori di fondi siano così inavvicinabili è destinato a far lievitare le retribuzioni nelle società quotate”, ha detto Sarah Anderson, direttrice del programma economia globale dell’Institute for Policy Studies con sede a Washington, co-autrice dello studio: “Molte persone sostengono che i manager delle società quotate sono sottopagati”. Il boom del settore private equity lo scorso anno ha spinto il tetto degli stipendi dei gestori dei fondi “a livelli ancora più stratosferici”, si legge. Gli amministratori delegati delle grandi aziende Usa hanno percepito un compenso medio di 10,8 milioni di dollari l’anno scorso, dice ancora lo studio. La loro retribuzione settimanale media è pari a circa sette volte il salario medio annuo dei lavoratori. Gli autori dello studio dicono che i gestori di hedge fund più famosi guadagnano in media 12,6 milioni di dollari alla settimana, ovvero 210.700 dollari all’ora, calcolando 60 ore a settimana. Quindi 35.100 dollari ogni 10 minuti, rispetto a 29.500 dollari l’anno per un lavoratore dipendente medio. L’Institute for Policy Studies è un istituto di ricerca non-profit che vuole promuovere delle alternative “all’approccio aziendalistico alla globalizzazione”. United for a Fair Economy, con sede a Boston, punta a diffondere la consapevolezza che “la concentrazione della ricchezza e del potere mina l’economia” e corrompe la democrazia, si legge sul suo sito Internet.