Usa: Continua la bolla immobiliare, nessun ribasso

27 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Chiede ben 135 milioni di dollari (circa 115 milioni di euro al cambio attuale) Donald Trump, l’eccentrico miliardario americano, per vendere la sua principesca residenza in Florida. E’ il prezzo più alto mai chiesto per una abitazione negli Stati Uniti; altre quattro proprietà valutate attorno ai 100 milioni di dollari ciascuna sono state poste in vendita nelle ultime settimane. Il costo di gestione annuale della proprietà di Trump, incluso l’equivalente locale dell’Ici, si aggira attorno ai 4,5 milioni di dollari. Non si sono ancora presentati potenziali acquirenti. La messa sul mercato di proprietà valutate a livelli record si collega in un certo qual modo con la contraddittoria situazione del mercato immobiliare negli Stati Uniti e non solo. La bolla malgrado gli aumenti del tasso di sconto non sembra ancora finita: le costruzioni di nuove unità immobiliari continuano a livelli storicamente alti ed i prezzi nelle aree più pregiate salgono oltre il 10 per cento l’anno. Difficile invece è ancora la situazione nelle zone depresse: lo stock di immobili invenduti è passato da 3 a 3,5 milioni di unità nell’ultimo anno. Tuttavia un appartamento medio a Manhattan che nel 1990 veniva venduto a circa un milione di dollari vale ora circa 5 milioni e di norma rimane sul mercato meno di sessanta giorni rispetto ai 200 giorni del 1990.
Nei limiti in cui possono valere questi dati, il costo medio di una abitazione è arrivato a 270 mila dollari. Sono calati i tassi ipotecari, che si aggirano attorno al 5,8 per cento per un mutuo trentennale. Ma occorre un reddito familiare medio annuo di almeno 60 mila dollari per acquistare una residenza nelle periferie più distanti. Nei grandi centri urbani il reddito minimo richiesto dalle banche supera i 180 mila dollari l’anno. Gli analisti della borsa consigliano ora agli investitori di acquisire e tenere in portafoglio i titoli delle società immobiliari. Non molto diversa la situazione in Gran Bretagna, dove i prezzi, dopo una stasi di qualche mese, sono ripresi a salire ad un tasso medio dell’1,2 per cento al mese e sono mediamente del 12 per cento sopra i livelli dello scorso anno. Ovviamente con grosse differenze regionali. Le previsioni sugli ottimi risultati delle banche e finanziarie che comporteranno bonus da record quest’anno (oltre 12 miliardi di sterline previsti per la City di Londra) avranno come effetto l’aumento della domanda di immobili di lusso.