Usa: Area Nafta: made in Italy, spazi di crescita

7 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

Le nostre esportazioni complessive verso Stati Uniti, Canada e Messico, un’area verso cui si dirige ben il 9,2 per cento dei prodotti italiani e da cui provengono il 3,4 per cento delle importazioni italiane, continuano a crescere, anche se nel 2006 l’aumento del 4,9 per cento è stato meno consistente di quello dell’anno precedente, che ha registrato un più 7,4 per cento. Lo rivela Assocamerestero, l’associazione delle Camere di commercio italiane all’estero, in un comunicato.
Sono soprattutto alcuni settori tipici del made in Italy, che rappresenta oltre l’80 per cento delle importazioni italiane in quest’area, ad avere le performance migliori. In testa all’export italiano è l’agroalimentare, che è aumentato nel 2006 del 10,8 per cento rispetto all’8,5 per cento del 2005, mentre l’elettronica inverte addirittura la rotta, passando dal meno 2,4 per cento registrato nel 2005 al più 9,5 per cento del 2006.
Il mercato del Nord America continua a crescere in dimensione e qualità a ritmi che mercati emergenti come Brasile, Russia, Cina e India non possono ancora prefigurare, secondo le Camere di commercio italiane locali. Aumentano i consumi e le importazioni di qualità in maniera vertiginosa soprattutto in Texas, secondo Stato americano per popolazione e reddito che, con un tasso di crescita dell’economia superiore a quello della media statunitense, è un Paese ricco di potenzialità.
E’ per questo motivo che i rappresentanti delle Camere di commercio italiane dell’Area Nafta, hanno deciso quest’anno di incontrarsi oggi a Houston, dove sarà presente il sottosegretario al ministero del Commercio internazionale, Milos Budin.
“Le Camere italiane nell’area Nafta, quattro canadesi, cinque statunitensi e una messicana che hanno raggiunto nel 2006 quasi 2.500 soci sui 23mila dell’intera rete – sottolinea Augusto Strianese, vice presidente di Assocamerestero – hanno presentato al ministero del Commercio internazionale per il 2007 ben 50 progetti del valore complessivo di oltre 6,5 milioni di euro, quasi il 16 per cento della programmazione 2007 dell’intera rete camerale”.
Dal Texas arriva, per bocca del presidente della Camera di commercio italiana di Houston, Luciano Topi, il richiamo agli imprenditori italiani “ad avere più coraggio nelle loro scelte e non ripercorrere solamente le aree tradizionali del mercato del Nord America, dove si deve combattere la forte competitività internazionale e le nostre imprese operano spesso in concorrenza fra loro”. Mentre le importazioni europee al porto di Houston, primo porto degli Stati Uniti per commercio marittimo con l’estero, sono aumentate nel 2005 del 29,2 per cento, quelle italiane sono cresciute soltanto del 9 per cento, a fronte del 21 per cento delle francesi, del 31 per cento delle spagnole e addirittura del 55 per cento delle inglesi.
“Il Texas è un’ideale mercato di sbocco per i prodotti italiani di qualità, sia quelli tradizionali del made in Italy che quelli più sofisticati della nostra tecnologia – continua Topi – che di recente hanno visto un forte aumento di interesse e non sono ancora completamente diffusi al contrario della West e East coast degli Stati Uniti”.
Un mercato senza dubbio importante quello statunitense, tra i principali destinatari dell’export agroalimentare italiano, che tiene il passo nel 2006 con una crescita del 8,3 per cento e dove l’elettronica addirittura passa dal meno 3 per cento del 2005 al più 7,3 per cento del 2006, con interessanti spazi di affermazione della qualità italiana, ma altrettanto saturo e dove la concorrenza è più accentuata.
La Camera di commercio italiana di Houston è impegnata nel progetto di promozione del settore delle nanotecnologie e in quello integrato agroalimentare area Nafta per promuovere la conoscenza delle produzioni agroalimentari italiane di qualità assieme alle Camere di New York e Vancouver.
“I prodotti agroalimentari di qualità sono sempre più ricercati in Canada dell’ovest – commenta Luciano Sacchetti, presidente Camera di commercio italiana di Vancouver e rappresentante delle Camere di commercio italiane all’estero area Nafta – nei supermercati viene acquistato più del 50 per cento dei prodotti alimentari importati dall’Italia”.
In Canada le importazioni italiane di prodotti agroalimentari sono passate dal 8,9 per cento del 2005 al più 24,8 per cento dello scorso anno. E’ il made in Italy in generale a essere sempre più ricercato, con l’import che cresce nel 2006 del 13 per cento contro lo 0,8 per cento del 2005 e in testa rimane l’elettronica, con una crescita del 37,6 per cento rispetto all’11 per cento del 2005. Le importazioni italiane maggiori in Canada coinvolgono anche il settore dell’Information and Communication Technologies e nella promozione dell’high-tech la regione più attiva è il Piemonte.
Cresce anche in Messico il made in Italy, con l’export in aumento del 8,1 per cento rispetto alla variazione del 6,2 per cento del 2005, con il balzo dei mezzi di trasporto, che passano da un meno 9,3 per cento al più 49,3 per cento del 2006.