Unicredit, via a era Mustier: epurazione vertici e aumento capitale

26 Luglio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Oggi è il giorno del rimescolamento dei vertici di Unicredit. Il nuovo Ceo Jean Pierre Mustier “fa fuori” Paolo Fiorentino e Gabriele Piccini, mentre Gianni Franco Papa viene confermato e promosso, nonostante il fiasco dell’operazione Pop Vicenza. La nuova struttura organizzativa ha l’obiettivo dichiarato di semplificare le attività del gruppo, per rendere più efficiente l’assetto operativo e distinguere più nettamente i vari ruoli e le competenze del senior management.

Il numero due operativo, Fiorentino, pare abbia pagato l’aiuto fornito all’immobiliarista Luca Parnasi, a cui però poi la banca ha tolto i beni. È finita l’avventura in Unicredit anche per il numero uno della divisione italiana, Piccini. Perde il posto di Chief Financial Officer ma non se ne va Marina Natale. La cosiddetta dama di ferro di Unicredit resterà con l’obiettivo di progettare la manovra straordinaria anti crisi: è stata infatti incaricata di guidare la struttura Strategy e M&A nella fase di revisione strategica delle attività.

La nuova struttura è più snella e ridotta: è stato diminuito per esempio il numero dei diretti riporti dell’amministratore delegato, la cui attività potranno così focalizzarsi sulla definizione delle strategie di gruppo, la gestione dei rischi e l’ottimizzazione dei costi di struttura. Come da copione Mustier manterrà inoltre una diretta supervisione sulle strategie delle diverse attività, sui rischi, la compliance, le risorse umane e le principali attività operative.

Nuovo ruolo per Papa, promosso dopo flop Pop Vicenza

Le attività aziendali saranno sotto la guida di Papa. Il vice direttore generale del gruppo e responsabile del CIB al momento, da domani assumerà l’incarico  di direttore generale, con deleghe ampie e rafforzate. Si concentrerà sul continuo sviluppo dell’offerta di servizi ai clienti, puntando a massimizzare le attività di cross selling e di creazione di valore grazie alle diverse realtà e aree di attività  di cui UniCredit dispone. Papa, inoltre, guiderà  le strategie digitali del gruppo e dovrà definire il nuovo modello di servizio della banca.

Le attività operative saranno guidate da Ranieri De Marchis, attuale capo delle attività  di audit e di controllo interno, e da Francesco Giordano, oggi Chief Financial Officer di HVB, la banca tedesca del gruppo. Entrambi vengono nominati co-Chief Operating Officers. Il mandato che è stato loro assegnato è quello di trasformare il modello operativo del gruppo, di ridurre i costi, di semplificare processi e procedure, e di infondere a tutti i livelli sempre maggiore responsabilità e trasparenza. De Marchis sarà responsabile di tutte le attività operative, dell’IT, della sicurezza e dei controlli interni.

Dal canto suo, Giordano avrà un ruolo specifico per quanto riguarda i costi, gli acquisti, il real estate e la finanza. Nell’ambito di quest’area, la finanza viene affidata a Mirko Bianchi, attuale CFO di Bank Austria, che viene nominato CFO di tutto il gruppo UniCredit. De Marchis e Giordano avranno la responsabilità congiunta di sorvegliare la pianificazione strategica e dovranno razionalizzare il programma per lo sviluppo dell’Information Technology.

 

Aumento di capitale e cessione sofferenze

Oltre al processo di epurazione dei vertici, per l’istituto potrebbe essere anche giunto il momento di un aumento di capitale dell’ordine di 8-10 miliardi, secondo le ultime indiscrezioni stampa. Come nelle migliori strategie di calcio mercato, la manovra che il top manager francese Mustier ha in mente, sempre secondo le indiscrezioni dei media, prevede la cessione di partecipazioni considerate non strategiche o di partecipazioni che possono portare plusvalenze consistenti.

L’operazione di smaltimento delle sofferenze si aggirerebbe invece intorno ai 15 miliardi di euro e l’aumento di capitale sugli 8-10 miliardi: sono cifre simili a quelle già citate per il caso Mps. In quest’ottica sparirebbero le Fondazioni – la CRT di Palenzona e la CRV di Biasi – proprio come dovrebbe avvenire per la Fondazione di Mps.

A Piazza Affari (segui andamento in diretta dei mercati) il titolo della prima banca d’Italia per giro d’affari perde il 3% in un contesto comunque negativo per il settore bancario e mentre il Ftse MIB lascia sul campo lo 0,68%.