Unicredit verso la nomina del nuovo presidente, i candidati in lizza

29 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Negli ultimi giorni sotto i fari del mercato sulle indiscrezioni di possibili fusioni, Unicredit torna osservata speciale anche in vista della nomina del nuovo presidente del consiglio di amministrazione.
L’appuntamento è fissato per la prossima primavera, quando la banca sarà chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione. Ma, in vista di questo appuntamento, sono già iniziate le grandi manovre per l’identificazione del candidato.

Presidente Unicredit, i quattro nomi in lizza

Dopo la morte improvvisa, nell’agosto 2019, dell’allora presidente Fabrizio Saccomanni, la presidenza è stata affidata a Cesare Bisoni. Ma il suo mandato si concluderà nell’ aprile 2021.

Secondo quanto riporta in un articolo il Corriere della Sera, in vista del rinnovo della presidenza,

“è stato dato mandato alla branch milanese dell’ americana Spencer & Stuart di individuare le figure che maggiormente potrebbero rappresentare la banca, sia sul fronte delle competenze, che dell’agenda e delle relazioni internazionali”.
“A oggi – continua il quotidiano milanese – sono quattro i possibili candidati che sono stati selezionati: Claudio Costamagna, Vittorio Grilli, Stefano Micossi, Domenico Siniscalco. Solo Micossi è attualmente coinvolto nella gestione di Unicredit, con un posto in consiglio di amministrazione. Gli altri vengono dagli impegni più vari, sia nel pubblico che nel privato. Tutti offrono credibilità, competenze e un’ agenda ricca di connessioni”.

Come ricorda il Corriere:

“la figura del presidente è fondamentale nello sviluppo futuro dei piani della banca di piazza Gae Aulenti. Saccomanni, già alto dirigente della Banca d’ Italia e ministro dell’ Economia, nei sedici mesi del suo incarico seppe imprimere una decisa direzione a Unicredit, confrontandosi quotidianamente con l’ amministratore delegato Jean Pierre Mustier. Una dialettica di cui la banca avrebbe ancora bisogno, tanto che la figura del nuovo presidente potrebbe anche influenzare la conferma, non scontata, del manager francese” a capo dell’istituto di credito dal 2016.