Unicredit: per gli analisti potrebbe salire fino a +50%

14 Aprile 2022, di Mariangela Tessa

Cosa pensano gli analisti di Unicredit? È partito male il 2022 per il titolo Unicredit:  da inizio anno, le azioni della banca guidata da Andrea Orcel, complice la sua esposizione in Russia, hanno lasciato sul terreno il 30% circa con le quotazioni che si muovono intorno ai 9,4 euro. Un valore che gli analisti considerano sottovalutato rispetto al potenziale, nonostante  i rischi o di svalutazioni delle sue attività legate alla Russia, dove gestisce la 14° banca più grande del paese: AO UniCredit Bank.

Mentre si attende, il prossimo 4 maggio, il cda per l’approvazione dei risultati del primo trimestre di quest’anno  (posticipato dal 27 aprile), gli esperti  delle maggiori banche d’affari ribadiscono il loro giudizio positivo sulle azioni.  Tra le banche d’affari che coprono il titolo, 17 esprimono un giudizio buy, 11  consigliano hold mentre solo 1 dice sell. Il prezzo obiettivo medio a dodici mesi è fissato a 14,57 euro. Il che implica un potenziale di apprezzamento del 50 circa%.

Unicredit: gli ultimi giudizi degli analisti

Tra gli ultimi giudizi, spicca quello degli esperti di Berenberg che sottolineano come il titolo, a causa della sua esposizione alla Russia abbia registrato, tra le banche europee, una delle peggiori performance dall’invasione russa dell’Ucraina (-41% della sua market cap dall’11 febbraio).

Dopo aver aggiustato le stime del consenso per i potenziali utili persi dalle sue esposizioni russe (10% degli utili del gruppo), secondo gli esperti di Berenberg – Unicredit è scambiata a 5,8 volte l’eps 2023, a sconto del 20% rispetto al settore, un livello significativamente più alto rispetto allo sconto storico della banca del 6,5%. Da qui la revisione del prezzo obiettivo da 17 a 12,50 euro, che comunque offre un potenziale upside del 30% rispetto al prezzo attuale. Il rating sul titolo resta buy.

Più positivi gli esperti di Santander, che hanno confermato il giudizio outperform con un target price di 14 euro. Potenziale di crescita più alto è indicato da Intesa San Paolo, che suggerisce buy con un target price di 16,90 euro, il livello più alto tra le banche che coprono il titolo. Giudizio “comprare” anche da Equita sim e Bestinver, che hanno fissato un prezzo obiettivo rispettivamente a 16 e 11,90 euro.

Maggiore cautela arriva da Jp Morgan e Intermonte (neutral, target price 12 euro) mentre gli analisti di AlphaValue dicono sell con un prezzo obiettivo di 8,5 euro.