“UNA SOLA UMANITÁ” sostituisce il divario Nord-Sud nella strategia di sviluppo

26 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

Il riconoscimento del fatto che lo sviluppo rappresenta una sfida comune per il mondo intero è stato il messaggio chiave dalla sessione di apertura delle Giornate Europee dello Sviluppo 2013. “Una visione chiara di un mondo interdipendente, in cui i problemi di un Paese riguardano tutti noi” è stato come Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia, ha sintetizzato la questione. Alla presenza di Primi Ministri e Presidenti provenienti dai Paesi in via di sviluppo, ha parlato di negoziare il futuro “non in quanto nord, sud, est, ovest, poveri, ricchi – ma come membri di una sola umanità con un destino comune”. Il messaggio ha trovato la sua eco nelle osservazioni degli alti Rappresentanti dell’Unione europea. José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha detto che “la lotta contro la povertà e quella a favore della sostenibilità” rappresentano “due facce della stessa medaglia – nessuna delle quali può essere ottenuta senza l’altra”. Ha continuato: “Credo che insieme abbiamo ciò che serve per […] riuscire nella nostra lotta contro la povertà, a favore della sostenibilità e della dignità umana, perché lo sviluppo è anche una questione di diritti umani”. Prendendo ad esempio il cambiamento climatico, “probabilmente il problema più urgente a livello mondiale, la sfida del nostro tempo”, Barroso ha sottolineato che, poiché “per definizione non rispetta le frontiere, abbiamo un interesse comune fondamentale nell’affrontarla insieme.” E Andris Piebalgs, commissario europeo per lo Sviluppo, ha aggiunto: “Le sfide globali che ci attendono richiedono risposte globali e azioni globali.” Le Giornate Europee dello Sviluppo del 2013 sta offrendo un forum, una piattaforma comune per mettere insieme un’ampia gamma di idee che contribuiscano a creare una visione per l’agenda post-2015. È il contributo dell’Unione Europea alla ricerca di una risposta coerente e globale alle sfide universali di sradicamento della povertà e a favore di uno sviluppo che sia sostenibile in termini economici, sociali e ambientali. Sottolineando la necessità di sforzi comuni nell’affrontare le sfide dello sviluppo, Mahamadou Issoufou, presidente del Niger, ha detto che ha accolto con favore questa “opportunità di condividere le nostre esperienze”. Nkosazana Dlamini-Zuma, Presidente della Commissione dell’Unione Africana, ha anche sollecitato un passo verso uno “sviluppo inclusivo”, che esprime l’ambizione che queste Giornate Europee dello Sviluppo (EDD13) portino verso un mondo “in cui gli esseri umani vivono in dignità, uguaglianza e prosperità”. José Maria Pereira Neves, Primo Ministro di Capo Verde, ha parlato della necessità di soluzioni sostenibili e di un approccio comune. “Capo Verde e Africa hanno bisogno di partnership con la comunità internazionale […] Questa è una situazione win-win – in cui l’interesse è reciproco”. L’accento è stato posto su un programma comune, in riconoscimento della necessità di passare dalla visione dello sviluppo come un problema per i Paesi più poveri ad una sfida per il mondo intero. Sirleaf ha dato una vision strategica della sfida: “Dove vuole arrivare l’Africa tra 30 anni, e dove vuole essere il mondo”, ha chiesto – esprimendo la speranza per “un nuovo mondo di autentico partneariato”. Le sfide rimangono. Sirleaf ha osservato che per tutti i progressi verso il raggiungimento alcuni degli OSM (Obiettivi di sviluppo del Millennio): “A due anni dalla scadenza del 2015, il progresso dell’Africa rimane non uniforme”. E come Portia Simpson-Miller, Primo Ministro della Giamaica, ha sottolineato: “Noi viviamo ancora in un mondo diviso da potere e ricchezza”. Ma anche lei ha riconosciuto una “realtà globale emergente “. Per altre dichiarazioni dei relatori, si prega di cliccare: http://eudevdays.eu/press/quotes Per seguire in streaming l’evento: http://eudevdays.eu/audiovisual/web-streaming Giornate Europee dello Sviluppo Come dovrebbero affrontare i cittadini europei la povertà globale europea e lo sviluppo sostenibile post-2015? Questa è la domanda al centro delle Giornate europee dello sviluppo 2013 – l’evento annuale organizzato dalla Commissione europea. Quest’anno il dibattito si sta concentrando su quello che dovrebbe venire dopo gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che scadono nel 2015. Alle Giornate Europee dello Sviluppo (EDD13), più di 5.000 stakeholders che si occupano di sviluppo stanno aiutando a chiarire i prossimi passi per l’Europa nella creazione di una nuova agenda di sviluppo, nelle discussioni con i rappresentanti dei governi dei diversi Paesi e di quelli in via di sviluppo, agenzie internazionali, ONG e università, politici e funzionari dell’Unione Europa. Stanno cercando di definire come l’Unione Europea possa contribuire a promuovere standard fondamentali di qualità di vita, diritti umani e giustizia, la crescita inclusiva e sostenibile, e nuovi partenariati per lo sviluppo. Le sessioni stanno affrontando le questioni relative alla salute, alla sicurezza alimentare e l’educazione, l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne; problemi della pace e della sicurezza e gli Stati fragili; governance democratica; terreni e mezzi di sussistenza, l’occupazione e un lavoro dignitoso, la protezione sociale, il cambiamento climatico, il commercio, il settore privato e le forme di finanziamento che vanno oltre il sostegno pubblico allo sviluppo. http://eudevdays.eu/ Photos/Multimedia Gallery Available: http://www.businesswire.com/multimedia/home/20131126005948/it/

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