Un trust ad opera d’arte

3 Marzo 2022, di Fabrizio Guidoni

Il ricorso al trust per la tutela di opere d’arte è un fenomeno consolidato in Italia. Ad aiutarci a capire meglio quali sono i vantaggi di usare questa soluzione per valorizzare il patrimonio artistico è Alessandra Pennuto, trust & wealth planner di Capital Trustees.

In quale contesto legato all’arte è più opportuno ricorrere al trust?

“Il trust è utilizzato per la gestione e la trasmissione unitaria del patrimonio agli eredi sia da parte di collezionisti, sia dagli stessi artisti, che nel trust trovano una valida alternativa ad associazioni o fondazioni, grazie a una maggiore flessibilità nelle modalità di perpetrazione del proprio lascito. L’istituzione di un trust è in questi casi giustificata non solo dall’intento di segregare una parte del proprio patrimonio per proteggerlo dalle vicende personali, ma soprattutto dalla volontà di preservare il valore culturale e affettivo delle opere. Il trust infatti previene la dispersione del patrimonio artistico a seguito di successioni, cause legali, liti tra familiari o divorzi, assicurandone la massima valorizzazione anche grazie alla propria capacità di adattarsi a esigenze e scenari sempre mutevoli”.

Come può favorirne la valorizzazione?

“Il trust può permettere la fruizione pubblica di una collezione tramite partecipazione a mostre, fiere ed eventi che contribuiranno ad accrescerne il prestigio; consentendo contemporaneamente al disponente e ai beneficiari di godere privatamente delle opere e degli eventuali utili derivanti da attività di comodato o alienazione. In questo caso, la professionalità di un trustee, il gestore, può agevolare le operazioni e i rapporti con controparti istituzionali, come banche, assicurazioni, case d’asta e musei, favorendo una gestione dinamica del patrimonio artistico rispetto alla mera detenzione personale”.

Qual è il compito del gestore, il trustee, specializzato nella tutela di opere d’arte?

“L’attività del trustee è rilevante non solo per la funzione di garanzia rispetto agli obiettivi del trust, ma soprattutto in quanto centro operativo di coordinamento di una piattaforma di servizi accessori erogati dal proprio network di specialisti di fiducia, tra cui galleristi, periti, restauratori, trasportatori o assicuratori. Il trustee potrà fare affidamento su un guardiano, un advisor o un comitato tecnico nei casi di collezioni importanti. Si tratta di esperti di fiducia del disponente, e hanno il compito di assistere il trustee in ambiti tecnico-specialistici, monitorandone l’operato a tutela dei beneficiari”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di febbraio del magazine Wall Street Italia