UN SURFER SU 4 SCARICA GRATIS

4 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 4 mag – La Fondazione Einaudi ha presentato oggi a Roma i risultati della ricerca sul download di prodotti multimediali da internet in maniera gratuita tramite i software per lo scambio di file (peer-to-peer). Diretto da Davide Bennato, il sondaggio dal titolo “I comportamenti di consumo di contenuti digitali in Italia. Il caso del file sharing” è stato realizzato nel corso del 2006. Tra i partner che hanno affiancato la Fondazione Einaudi in questo progetto ci sono Telecom Italia, Fastweb, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Univideo, Anica, Fimi -Fpm, Imaie. Questi sono alcuni dei principali esiti. I 2/3 degli intervistati dichiarano di non scaricare contenuti da internet (non downloader, 67%), 1 navigatore su 4 afferma di aver scaricato contenuti nell’ultimo anno gratuitamente (downloader free: 25%) e il 7% di aver scaricato contenuti a pagamento (downloader pay). Inoltre, chi non scarica contenuti da Internet sa della possibilità di acquistare contenuti dalla Rete (84%), ma dichiara di non farlo o perché non vuole acquistare su Internet (38%) o, semplicemente, perché non è interessato (31%). Chi ha scaricato contenuti da Web a pagamento si considera esperto nell’uso di Internet (44%), scarica da 1 a 2 brani al mese (23%) con punte di 6-10 brani (22%), preferisce scaricare allo stesso modo musica, ossia Hit del momento (35%), musica recente (34%), e brani “storici” (31%). Gli utenti di file sharing (downloader free) sono concentrati nella fascia 15-24 anni (43%), studenti (45%) disposti ad acquistare musica da internet se costasse fra i 30-50 centesimi (38%) e ad acquistare film se costassero intorno ai 2 euro (28%) ma anche disposto a spendere oltre questa cifra (32%). “E’ evidente – ha commentato Enzo Mazza, presidente dell’associazione nazionale dei discografici Fimi- che i forti limiti all’espansione della banda larga in Italia stanno penalizzando lo sviluppo del mercato legale. Ogni punto percentuale in più di penetrazione di broadband, porterebbe ampi benefici anche al download legale che sta conquistando molti consumatori, come è testimoniato dai risultati dello scorso marzo, con quasi mezzo milione di brani venduti in rete in Italia”.