Un nuovo studio dell’ECIPE sulla politica europea dei carburanti: costosa, protezionistica e co

1 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

In un nuovo studio dedicato alla politica dell’Unione Europea relativa ai biocarburanti, l’economista Fredrik Erixon dimostra come la politica relativa ai biocarburanti, che nel passato era motivata dai motivi ambientali e dal desiderio di trovare un’alternativa ai carburanti fossili, è ora diventata una politica industriale che ricorre a varie misure per proteggere i produttori nazionali dalla concorrenza estera. Se la Direttiva sull’energia rinnovabile sarà attuata nel modo proposto dalla legislazione, è probabile che l’UE si troverà in una situazione di violazione dei suoi obblighi nei confronti dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO – World Trade Organization). I ministri del commercio si incontrano questa settimana a Ginevra per discutere del futuro dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio. Uno degli numerosi ostacoli che il WTO e la struttura fondamentale delle norme per il commercio consolidate nel corso di vari decenni stanno incontrando è la situazione di conflittualità in cui potrebbero venirsi a trovare alla luce di certe politiche nazionali mirate a fronteggiare il problema del cambiamento climatico. Uno di questi conflitti sta maturando da quando l’Europa ha cominciato recentemente a premere per l’integrazione di nuove restrizioni al commercio nella sua politica relativa ai biocarburanti. L’Unione Europea sovvenziona già da molto tempo il suo settore dei biocarburanti; i sussidi elargiti hanno raggiunto attualmente un totale di circa 4 miliardi di euro, una somma notevole per un settore così modesto. Un’altra considerazione da tener presente per quanto riguarda questi sussidi è che essi ammontano a 0,74 EUR per ogni litro di etanolo consumato in Europa, e 0,5 EUR per ogni litro di biodiesel. Ogni tonnellata di emissioni di CO2 evitata con l’uso dei biocarburanti riceve dall’UE sovvenzioni fino a 4400 EUR. Con le sovvenzioni versate per ridurre una tonnellata di emissioni in Europa si potrebbero acquistare almeno 20 tonnellate di equivalenti di CO2 nell’European Climate Exchange. “La politica relativa ai biocarburanti europea confina con la follia economica. È costosa e protezionistica. È ideata per sostenere gli agricoltori europei piuttosto che per offrire un’alternativa ai consumi di carburante fossili per fini energetici”, afferma Fredrik Erixon. Nella Direttiva sull’energia rinnovabile adottata recentemente dall’UE è stata proposta un’altra misura che distorce il commercio. Se non cambierà la legislazione, l’Europa introdurrà un regolamento tecnico che in effetti taglierà fuori dal mercato dell’UE molti produttori stranieri di biocarburanti. Il regolamento tecnico afferma che il risparmio di gas serra realizzato da una nuova entità di biocarburante non deve essere inferiore al 35 per cento. Quest’obiettivo non è scelto per motivi ambientali, ma per garantire che il prodotto nazionale in Europa sarà riconosciuto idoneo a ottenere l’esenzione dalle imposte sui biocarburanti. Questa politica sarà in conflitto con le norme basilari dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio, e neanche la norma dell’Eccezione Generale, secondo la quale in certe condizioni un paese può esimersi dal rispettare altri obblighi, può offrire alcuna copertura legale. Essa avrà tuttavia un effetto notevole sulle importazioni di biocarburanti da parte dell’UE, andando ad aumentare ulteriormente il costo della migrazione dai carburanti fossili ai biocarburanti. Dati della pubblicazione: Green Protectionism in the European Union: How Europe’s Biofuels Policy and the Renewable Energy Directive Violate WTO Commitments. Autore: Fredrik Erixon; prefazione di Roderick Abbott, già Vice Direttore Generale del WTO ECIPE Occasional Paper n. 01/2009 Fredrik Erixon è Direttore e uno dei fondatori di ECIPE. Può essere contattato per e-mail all’indirizzo [email protected] o per telefono al n. +32 (0)499 053 107 Il documento può essere scaricato qui. L’European Centre for International Political Economy (ECIPE) è un think tank indipendente con sede a Bruelles, dedicato alla politica commerciale e alla politica economica internazionale riguardante tutta l’Europa. Avviato nel 2006, l’ECIPE si è rapidamente affermato come uno degli istituti di ricerca politica leader in Europa nei campi dell’economia mondiale. Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l’unico giuridicamente valido.

ECIPEAnna LindelöfCellulare: +32 (0)499 053 [email protected]