Ue, stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035

di Alessandra Caparello
29 Giugno 2022 14:23

Via libera del Consiglio dei ministri dell’Ue dell’Ambiente all’accordo Fit for 55 per il clima, un pacchetto di misure volte a rivedere e aggiornare le normative dell’Ue e ad attuare nuove iniziative al fine di garantire che le politiche comunitarie siano in linea con gli obiettivi climatici concordati dal Consiglio e dal Parlamento europeo. L’obiettivo prioritario del pacchetto Fit for 55 è quello di consentire all’Unione europea di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Agnès Pannier-Runacher, ministro francese per la transizione energetica, ha commentato:

“Il raggiungimento, sotto la guida della Presidenza francese, di un accordo tra gli Stati membri sul pacchetto “Fit for 55” è un passo fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi climatici nei principali settori dell’economia. La transizione ecologica ed energetica richiederà il contributo di tutti i settori e di tutti gli Stati membri, in modo equo e inclusivo. Il Consiglio è ora pronto a negoziare con il Parlamento europeo la conclusione del pacchetto, ponendo così l’Unione europea più che mai all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici”.

Tra le misure introdotto, anche lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel. Vediamo alcune delle principali novità introdotte.

Fit for 55: le principali misure Ue

In primo luogo, il Consiglio Ue ha concordato un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra a livello europeo del 40% rispetto al 2005, per i settori non coperti dal sistema ETS, ossia il trasporto marittimo nazionale, l’agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Inoltre si è convenuto di mantenere i maggiori obiettivi nazionali assegnati a ciascuno Stato membro, come proposto dalla Commissione. Inoltre, è stato aggiunto un riferimento al fatto che il raggiungimento degli obiettivi del regolamento richiede la convergenza degli sforzi di tutti gli Stati membri nel tempo, tenendo conto delle specifiche circostanze nazionali.

Il Consiglio ha convenuto di aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica per le nuove autovetture e i nuovi furgoni entro il 2030, portandoli invece al 55% per le autovetture e al 50% per i furgoni. Deciso inoltre di introdurre un obiettivo di riduzione delle emissioni del 100% entro il 2035 per le nuove auto e i nuovi furgoni. In sostanza: stop alla vendita di vetture a benzina e diesel entro quella data. La possibilità per gli automobilisti di ricaricare i propri veicoli in tutti gli Stati membri sarà assicurata dalla relativa revisione della diffusione di un’infrastruttura per i carburanti alternativi (AFIR).

Nel 2026, la Commissione valuterà i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del 100% delle emissioni e la necessità di rivedere tali obiettivi tenendo conto degli sviluppi tecnologici, anche per quanto riguarda le tecnologie ibride plug-in e l’importanza di una transizione fattibile e socialmente equa verso le emissioni zero. Il Consiglio ha deciso di porre fine al meccanismo di incentivi normativi per i veicoli a zero e basse emissioni (ZLEV) a partire dal 2030.

Approvata anche una proroga di cinque anni dell’esenzione dagli obblighi di anidride carbonica concessa ai produttori cosiddetti “di nicchia”, ovvero quelli che producono meno di 10mila veicoli all’anno, fino alla fine del 2035. La clausola, chiamata “emendamento Ferrari”, andrà a beneficio in particolare dei marchi del lusso.

Il Consiglio ha inoltre rafforzato alcune disposizioni del Fondo per l’innovazione, in particolare per quanto riguarda la capacità di rendere la partecipazione ai progetti più efficace e geograficamente equilibrata, preservando al contempo il principio di eccellenza nell’assegnazione dei progetti. Il Consiglio ha convenuto di prestare particolare attenzione alla decarbonizzazione del settore marittimo nell’ambito del Fondo per l’innovazione. E’ stato istituito inoltre un Fondo sociale per il clima a sostegno delle famiglie vulnerabili, delle microimprese e degli utenti dei trasporti per sostenere la creazione di un sistema di scambio di quote di emissioni per i settori dell’edilizia e del trasporto stradale.

Ogni Stato membro presenterà alla Commissione un “piano sociale per il clima”, contenente una serie di misure e investimenti per affrontare l’impatto della tariffazione del carbonio sui cittadini vulnerabili. Il fondo fornirà sostegno finanziario agli Stati membri per finanziare le misure e gli investimenti individuati nei loro piani, per aumentare l’efficienza energetica degli edifici, la ristrutturazione degli edifici, la decarbonizzazione del riscaldamento e del condizionamento dell’aria negli edifici e l’adozione di mobilità e trasporti a emissioni zero e a basse emissioni, comprese le misure che forniscono un sostegno diretto al reddito in modo temporaneo e limitato.

Il Consiglio ha convenuto che il fondo farà parte del bilancio dell’UE e sarà alimentato da entrate con destinazione specifica esterne, fino a un importo massimo di 59 miliardi di euro.

Ora che il Consiglio ha concordato le sue posizioni sulle proposte, possono iniziare i negoziati con il Parlamento europeo per raggiungere un accordo sui testi giuridici finali.