Ue minaccia Italia: alert deficit oltre il 3%

19 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Un deficit al 3,1% “è diverso da un deficit al 3%”, e se domani l’aggiornamento delle stime del Def confermerà il 3,1% “serviranno misure per riportarlo al 3%”. E’ quanto rendono noto alcune fonti Ue, che sottolineano come la “Commissione Ue sia stata “già rassicurata da Saccomanni sulle misure che saranno prese per non sforare il 3%”.

L’Italia è ormai tornata a essere osservata speciale di Bruxelles, dopo alcune indiscrezioni, secondo le quali il premier Enrico Letta non starebbe dicendo tutta la verità, in quanto il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil sarebbe stato già sforato, a dispetto dei richiami della stessa Bce, che ha parlato di rischi crescenti sul deficit.

Tre giorni fa Fulvio Conti, vicepresidente di Confindustria e capo del centro studi di Viale Astronomia, in una intervista rilasciata a “L’Economia Prima di Tutto” su Radio1 Rai, è stato chiaro: “Abbiamo bisogno che il tetto del 3% venga rispettato per dare credibilità al nostro piano di rilancio dell’economia. La ripresa ha bisogno di stabilità governativa e di altre misure di riforma strutturale, che ancora al momento non riesco a vedere”.

Ma la reputazione dell’Italia riguardo alla sua capacità di rispettare gli impegni è in bilico: lo sa bene il Commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, che qualche giorno fa ha strigliato Roma, affermando che l’abolizione dell’Imu è stata irresponsabile. E che ha lanciato un chiaro messaggio all’Italia: se i piani di bilancionon risulteranno in linea con gli impegni presi con l’Ue e con le regole del Patto, “la Commissione ha il dovere di chiedere correzioni”, ha avvertito il commissario durante una audizione alla Camera. E “se uno Stato sfora i valori di riferimento su disavanzo e debito pubblico, la Commissione dovrà aprire una procedura per deficit eccessivo”, ha aggiunto.

Da fonti del governo Letta si apprende che nella nota di aggiornamento alla finanziaria (il approderà nella giornata di domani al Consiglio dei ministri), il deficit tendenziale per il 2013 sarà stimato al 3-3,1%. Le fonti precisano che si potrà rientrare entro il tetto senza bisogno di una manovra.

Va detto che l’Italia non è certo l’unica che rischia di non rispettare i vincoli. Venti stati sui 27 dell’Unione Europea sono stati sottoposti a procedura di infrazione. Si tratta di quasi il 75% dei paesi membri. E a parte la Germania, tra i virtuosi non figurano potenze economiche.

Intanto ministro dei Trasporti Maurizio Lupi risponde a Rehn: “Siamo un Paese sovrano, tra i fondatori dell’Europa, non commissariato e come raggiungere quel 3% e le politiche industriali lo decide l’Italia e non un commissario”.