Ue: Iva digitale sta mandando sul lastrico migliaia di Pmi

25 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES (WSI) – Le nuove norme fiscali europei in materia digitale si sono rivelate un disastro. Sono trascorsi solo sei mesi dall’entrata in vigore della nuova legge sull’Iva digitale e migliaia di piccole e medie imprese sono già state costrette a chiudere.

La nuova legge in materia fiscale minaccia seriamente di compromettere gli obiettivi iniziali del piano per il mercato digitale, una strategia studiata dalle autorità europee per creare opportunità nel digitale per cittadini e imprese, rafforzando la posizione dell’Europa in qualità di leader dell’economia digitale mondiale.

In un primo momento è sembrato logico spostare l’Iva sulla fornitura di servizi digitali al luogo dove vive il cliente. Altrimenti le grandi multinazionali avrebbero continuato a trarre profitti dalla residenza in regime fiscali vantaggiosi, che prevedono un’imposta sui consumi contenuta.

Ma la Commissione Ue e un gran numero di deputati europei hanno ora constatato che sono le società più piccole ad essere rimaste intrappolate nella rete fiscale europea e non i pesci più grossi, come Apple o Google.

Negli ultimi otto anni le analisi della Commissione e degli stati membri del blocco a 29 ha completamente ignorato le problematiche delle microaziende. Le autorità erano convinte che le piccole imprese non vendessero beni digitali direttamente ai clienti, ma che lo faccessero solo tramite piattaforme terze, e che non vendessero beni su scala internazionale, sebbene Internet non abbia dei confini nazionali.

Le norme sembrano semplici, ma sono invece molto complesse. La maggior parte delle micro imprese non ha accesso ai dati richiesti per dimostrare quale e dove si trova il luogo a cui vengono forniti i servizi. A quel punto devono capire quale delle oltre 80 aliquote diverse devono sborsare, prima di compilare la dichiarazione nella lingua, valuta e modulo corretti.

Le imposte fiscali e le complicazioni che portano con sé comportano costi di gran lunga superiori ai ricavi ottenuti dalla vendita di servizi digitali. Da gennaio migliaia di micro aziende ha dovuto chiudere i battenti o abbandonare la strategia digitale.

Le leggi sono troppe complesse per i loro sistemi di software ed economicamente non possono permettersi nuovi programmi. Le aziende che sono sopravvissute hanno dovuto affidarsi a piattaforme terze, perdendo fino al 70% del loro fatturato complessivo, perdendo peraltro mesi di tempo.

Fonte: Euroactiv

(DaC)