UE, IMPRESE: IL MONDO SI CONQUISTA IN TRE TAPPE

23 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Bruxelles, 23 mag – Le imprese comunitarie e, in special modo, quelle di alta tecnologia, devono prima consolidare il loro spazio di azione e di sviluppo nel mercato locale, e poi avventurarsi e trionfare sul mercato globale. Questa è la sintesi di uno studio effettuato da esperti europei del settore dell’economia d’impresa, che segnala anche quali sono le operazioni da mettere in cantiere per trasformare gli obiettivi siglati nella strategia di Lisbona in opportunità reali, in modo da realizzare effettivamente un’economia competitiva e dinamica basata sulla conoscenza. Un compito non facile in un’Europa dalle molteplici lingue ufficiali, composta da 27 Stati membri e da altrettanti sistemi politici, economici e culturali. La ricerca, dunque, individua tre momenti distinti e successivi per favorire la crescita delle imprese di alta tecnologia e conquistare un posto di primo piano nel mercato globalizzato. Nella prima fase le imprese europee non devono perdere tempo e rafforzare il loro peso nel territorio locale, cui segue il secondo passo finalizzato a superare le frontiere nazionali e agire nel mercato comunitario, per giungere all’ultimo gradino della scalata con l’espansione nei mercati degli Stati Uniti, dell’Europa dell’Est, dell’America Latina e dell’Asia. Nel concreto, le imprese devono essere in grado di sfruttare appieno la scarsa concorrenza nel mercato locale in comparazione con quello statunitense, per crescere durante i primi anni di vita, anche se il terreno a volte è accidentato da un mercato borsistico non favorevole e poco incline a finanziarele. Il successivo traguardo è il mercato paneuropeo, dove più facile è l’accesso ai capitali, ma dove incombe anche il rischio della frammentazione del mercato. Si tratta di conciliare la ricca diversità europea e di superare gli ostacoli che essa pone alla formazione e allo sviluppo di imprese europee di successo, nel rispetto dei metodi di marketing, di canali di distribuzione, di politiche delle risorse umane, ecc… Una volta superata la frammentazione e la diversità del mercato unico europeo le imprese avranno la forza necessaria e adeguata per essere insieme globali e locali, per attaccare con successo i mercati dell’Asia dell’america e dell’Africa. L’Europa, secondo gli esperti, possiede tutte le condizioni per riuscire a tradurre in pratica il piano articolato in tre fasi, in quanto il livello di educazione, di conoscenza, di ricchezza intellettuale e di infrastrutture costituiscono i fattori potenziali ma indispensabili per creare e sviluppare le imprese di alta tecnologia capaci di fare concorrenza in ambito globale. Mentre, argomentano i ricercatori, le imprese statunitensi non avendo l’esperienza e la comprensione delle altre culture e del confronto con il territorio locale rischiano di essere meno preparati e debolmente posizionati nel momento di introdursi nel mercato globale al fine di cogliere le opportunità offerte.