Ucraina a rischio default

3 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

KIEV (WSI) – I tassi sui bond ucraini continuano a salire e il prezzo per assicurarsi contro un eventuale default del Paese scosso dalle violente proteste anti governative di questi giorni è balzato ancora. È in atto una nuova rivoluzione arancione, il maggiore movimento di protesta da dieci anni a questa parte.

Migliaia di manifestanti pro-Ue hanno preso a confluire stamattina davanti al parlamento di Kiev, che in giornata deve esaminare una mozione di sfiducia al governo, accusato dall’opposizione di avere bruciato un’occasione unica per avvicinare l’Ucraina all’Europa, scegliendo di restare nella sfera di influenza russa.

Gli analisti hanno lanciato l’allarme: l’incertezza politica, la paralisi governativa e la minaccia di ulteriori scioperi potrebbero danneggiare un’economia già fragile e le finanze pubbliche del paese dell’Est Europa.

Aumentano inoltre rischi di una crisi valutaria. I cds a cinque anni sono saliti di quasi 100 punti base in area 1.067 punti base. Il rendimento sui bond sovrani denominati in dollari (e giudicati “spazzatura” dalle agenzie di rating) con scadenza giugno 2014 sono saliti di 274 punti base alla quota record del 19,34%.

Il Presidente Vladimir Putin, alleato di lunga data del presidente Viktor Yanukovic, ha condannato le proteste e le violenze.

Davanti al palazzo che ospita la Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, stazionano centinaia di poliziotti. Parte degli attivisti anti-governativi riferiscono le agenzie sul luogo, si è diretta verso la sede del governo, con l’intenzione di bloccarne l’ingresso.

La notte è trascorsa in relativa tranquillità a Kiev, travolta dalle proteste pro-UE dopo la decisione del governo di rinviare la firma dell’Accordo di associazione e di libero scambio con l’Unione europea la settimana scorsa. Migliaia di manifestanti sono rimasti a scaldarsi attorno al fuoco, ascoltando canzoni e discorsi, nel centro della capitale. Gruppi musicali e attori teatrali hanno continuato tutta la notte a esibirsi sul palco precedentemente installato su Piazza Maidan, il luogo simbolo della Rivoluzione arancione del 2004.

Vicino alla Verkhovna Rada intanto, sempre nella notte, è stato rapidamente costruito un altro palco, oltre a cucine da campo, grandi tende, e per il riscaldamento, generatori. L’opposizione prevede di picchettare prima il Governo e il Parlamento, in giornata, mentre alla Verkhovna Rada il partito nazionalista “Svoboda” (Libertà) preme per l’adozione di una mozione di sfiducia al Consiglio dei Ministri per tradimento. Secondo il suo vice presidente e vice presidente della Verkhovna Rada Ruslan Koshulinsky ci sarebbe un numero sufficiente di voti in Parlamento per votare le dimissioni del governo di Mykola Azarov.

La notte dei manifestanti è continuata anche altrove. Secondo l’agenzia di stampa ucraina Unian, circa 150 manifestanti in serata sono entrati nell’edificio dell’ex Palazzo di Ottobre. Il personale e la sicurezza non hanno ostacolato i manifestanti e “li hanno trattati con comprensione, offrendogli alloggio e riscaldamento”, durante la fredda notte di Kiev. A differenza dello scorso 30 novembre, quando intorno alle 4 del mattino locali, i manifestanti sono stati forzatamente dispersi da Piazza Maidan.

Ieri in serata il presidente Viktor Yanukovich, in un intervista alle televisioni ucraine, ha cercato di difendere le azioni del governo, che ha bloccato la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione europea: si è trattato di tutelare gli interessi nazionali, ha detto, esortando anche i manifestanti ad agire nei limiti di legge e a far valere la propria volontà alle prossime elezioni presidenziali.

Yanukovich ha lasciato intendere che l’accordo resta un obiettivo, ma “vogliamo raggiungere le migliori condizioni, perché è legato ai nostri interessi economici, in primo luogo”, ha detto il presidente. “Se diciamo che vogliamo migliorare le condizioni, vogliamo migliorare le condizioni per tutti”.