UBS: patrimonio investito nel wealth management segna nuovi record

21 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Nell’anno dei tassi negativi, si è chiuso all’insegna della crescita il 2019 per le attività di Wealth Management di UBS, su cui si basa storicamente l’operatività del gruppo. La banca svizzera, che ha diffuso oggi i dati di bilancio relativi allo scorso anno, ha comunicato per la divisione che si occupa della gestione dei grandi patrimoni, un utile ante imposte rettificato pari a 3,466 miliardi; il patrimonio investito ha raggiunto un nuovo massimo attestandosi a 2.635 miliardi di dollari a fronte di prestiti che sono aumentati del 3% su base annua mentre le spese operative rettificate sono calate del 3%.

Significativo il balzo in avanti del quarto trimestre, favorito da una base di confronto favorevole, quando l’utile ante imposte rettificato è stato pari a 787 milioni di dollari, +160% su base annua. I proventi netti ricorrenti da commissioni sono diminuiti a causa della pressione sui margini e del posizionamento su prodotti a margine inferiore. I proventi basati su transazioni sono aumentati del 26%, ovvero del 14% al netto di una commissione corrisposta da Personal & Corporate Banking mentre i proventi netti da interessi sono scesi del 3%.

I numeri arrivano una settimana dopo che la grandi banche Usa hanno comunicato le trimestrali.

Le spese operative rettificate sono calate, considerato soprattutto il fatto che nel quarto trimestre 2018 questa voce comprendeva USD 505 milioni per contenziosi legali. Escludendo detti oneri per contenziosi legali per entrambi i periodi, le spese operative rettificate risultano aumentate del 3%.

La penetrazione dei mandati è stata pari al 34,3% del patrimonio investito. I nuovi prestiti netti hanno successivamente determinato un’espansione del 2% sul fronte dei prestiti rispetto al trimestre precedente. Il rapporto costi/ricavi rettificato si è attestato all’80,8%. Il deflusso di raccolta netta, pari a 4,7 miliardi, è riconducibile soprattutto all’attività nelle Americhe. Il margine netto rettificato è stato di 12 punti base.

Il bilancio complessivo

I dati delle attività di Global Wealth Management (GWM) si inseriscono all’interno di un bilancio a luci e ombre. Se il quarto trimestre, favorito da una base di confronto favorevole ha segnato un forte aumento degli utili, il 2019 è stato archiviato col segno meno sul fronte della redditività.
Lo scorso anno l’utile netto ha segnato un calo del 4,7% su base annua a 4,30 miliardi di dollari. Segno meno anche per ricavi annuali, calati del 4,4% a 28,89 miliardi di dollari ma sono scese anche le spese (23,31 miliardi, -3,8%).
Prendendo in considerazione il solo quarto trimestre, il risultato operativo è salito dell’1,1% a 7,05 miliardi. L’utile prima delle imposte è quasi raddoppiato (+93% a 928 milioni) e quello netto è schizzato del 130% a 722 milioni. Il consiglio d’amministrazione propone di versare un dividendo di 0,73 dollari per azione, contro gli 0,70 dell’anno precedente, leggermente sotto lo 0,735 dollari per titolo atteso dagli analisti.

Finanza sostenibile, priorità del gruppo

La finanza sostenibile è stata a lungo una priorità a livello aziendale. UBS – come si legge in una nota –  continua ad aiutare i suoi clienti a rispondere al crescente interesse rivolto alle tecniche di valutazione dei rischi e delle opportunità del cambiamento climatico e di una serie di rischi del XXI secolo.

Ad esempio, nel Global Wealth Management, i clienti hanno ulteriormente investito nelle soluzioni di investimento multi-asset Sustainable Investing di UBS che sono cresciute in modo significativo a oltre 9 miliardi di dollari in asset investiti, rendendole la nostra offerta di mandati in più rapida crescita. Nell’asset Management, gli asset investiti in prodotti di investimento sostenibile hanno registrato una crescita molto forte da 17 miliardi a 39 miliardi di dollari.