Ubs spinge sulla riorganizzazione del wealth management

7 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Il gruppo bancario elvetico Ubs, il più grande gestore patrimoniale al mondo, con 2.500 miliardi di dollari in attività investite, apre il nuovo anno, focalizzando l’attenzione sulla riorganizzazione delle attività di wealth management in Europa, Medio Oriente e Africa, segmento su cui si basa storicamente l’operatività del gruppo. Una mossa che si inquadra in una clima pesante per il sistema bancario del Vecchio Continente alle  prese con un costo del denaro negativo (-0,75% in Svizzera, -0,5% in Unione Europea).

Il progetto è di dividerlo in tre aree per ricavare maggiore efficienza e di tagliare nel contempo 500 private banker. Il piano è stato anticipato dall’agenzia Bloomberg.

L’agenzia Reuters, sulla base di un memo interno della banca, ha reso noto che Christl Novakovic continuerà a guidare le attività europee del gruppo. Caroline Kuhnert è stata nominata responsabile per l’Europa centrale e orientale e Ali Janoudi per il Medio Oriente e l’Africa.

Le nomine rappresentano il primo grande cambiamento da quando l’ex dirigente di Credit Suisse Iqbal Khan è entrato in Ubs come co-responsabile del wealth management l’anno scorso.

Target: 20-30 miliardi di dollari di nuovi prestiti all’anno

Ubs ha confermato le indiscrezioni, spiegando che sta espandendo il gruppo globale di family office, allineando la copertura dei clienti ‘ultra high net worth’ alle unità di business regionali e migliorando la sua offerta ‘high net worth’. La banca sta allo stesso tempo anche ampliando le partnership all’interno delle divisioni di investment banking e asset management.

“Il nuovo approccio fornirà ai clienti (di wealth management) un’offerta migliorata, condizioni più competitive e un’esecuzione più rapida grazie a una strutturazione e ‘origination’ allineate a livello regionale. Questo ci consentirà di soddisfare più facilmente la domanda dei clienti e raggiungere il nostro obiettivo di 20-30 miliardi di dollari di nuovi prestiti netti all’anno”, aggiunge il memo letto dall’agenzia Reuters.

Ubs ha chiuso il terzo trimestre del 2019 con un utile netto in calo del 16% rispetto ad un anno prima, a 1,05 miliardi di dollari (945 milioni di euro), mentre quello prima del pagamento delle imposte si fissa a 1,35 miliardi (-21%).
Gli utili operativi si sono attestati a 7 miliardi rispetto ai 7,5 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso, mentre il CET1 si è attestato al 13,1% dal 13,5% del terzo trimestre di un anno prima. Lo scorso agosto UBS ha annunciato l’introduzione di una commissione annua dello 0,6% sui risparmi in contanti di oltre 500 mila euro e dello 0,75% sui risparmi di oltre 2 milioni di franchi svizzeri al fine di trasferire il costo dei tassi negativi.