Ubs scarica sui clienti politica espansiva, tassi negativi sui conti più ricchi

1 Agosto 2019, di Mariangela Tessa

Ubs è pronta a seguire le orme di Julius Baer e Pictet, che scaricano sui clienti più abbienti il costo dovuto a una politica monetaria accomodante fatta di tassi bassi. Politica che mette sotto pressione la redditività degli istituti di credito.

Confermando le indiscrezioni del Financial Times, UBS ha dichiarato che, a partire da novembre, introdurrà tassi negativi dello 0,75% sui conti di persone fisiche che dispongono di liquidità pari o superiori a 2 milioni di franchi.  UBS non intende invece ripercuotere i tassi negativi sui piccoli risparmiatori, ha precisato il gruppo.

“Le condizioni sui mercati monetari e dei capitali sono sempre più difficili. I tassi di interesse sono più bassi del previsto e ancora negativi”, ha spiegato il numero uno bancario elvetico, il quale si attende che il periodo di allentamento monetario prosegua.

UBS, al pari di altre banche, deve pagare un tasso per gli averi che deposita presso la Banca nazionale svizzera (BNS).  UBS non è peraltro la sola banca a far pagare i suoi clienti più ricchi per i loro depositi. Il gruppo Julius Bär applica tassi negativi a partire da 500 mila franchi di liquidità. Anche Credit Suisse due giorni fa ha detto di pensare a una mossa simile.

Stando a due fonti del Financial Times, i clienti di Ubs che vogliono evitare di dovere pagare per tenere il loro denaro parcheggiato nella nazione elvetica possono trasferire i depositi in asset non cash o in depositi fiduciari (che sono detenuti da banche terze o da controllate di Ubs al di fuori della Svizzera) sapendo che nel giro di 48 ore possono ritrasferire i fondi stessi.