UBS promuove Btp decennali: “tra i titoli di Stato europei che preferiamo”

5 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

“La rapidità della ripresa per l’economia italiana dipende in maniera significativa dalle decisioni europee: se le iniziative congiunte si rivelassero troppo modeste l’elevato debito pubblico limiterebbe le possibilità di rilancio e implicherebbe un disallineamento competitivo rispetto ad altri Paesi”.

La pensa così Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy che, in attesa del giudizio di Moody’s e Dbrs in calendario venerdì, conferma il giudizio positivo sui BTP decennali ( “tra i titoli di Stato europei che preferiamo”).

“Sul fronte dei rating –  scrivono gli analisti in una nota – due agenzie hanno confermato il rating dello Stato italiano e una terza lo ha ridotto portandolo al limite della categoria investment grade, anche se con outlook stabile. Noi continuiamo a ritenere che il debito pubblico italiano rimarrà investment grade per le principali agenzie”.

Come dicevano, l’Italia affronterà un ulteriore importante test della propria reputazione di fronte ai creditori questo venerdì, quando Moody’s aggiornerà il rating del Paese.

Al momento il rating è solo un “notch” al di sopra del livello “junk” per tutte e tre le grandi agenzie di rating, ovvero Fitch, S&P Global e Moody’s, a cui fa riferimento la maggior parte degli investitori privati e degli index provider.

Se il Paese venisse declassato da due di queste agenzie, potrebbe vedersi negare l’accesso a un’ampia fascia di investitori del debito, che non possono acquistare titoli sotto il livello “junk”, proprio nel momento in cui l’economia dell’Italia si trova ad affrontare le conseguenze del coronavirus e di un prolungato stop degli affari.

Ma gli analisti prevedono che l’Italia potrà continuare a beneficiare di un continuo acquisto di bond da parte della Banca centrale europea che è già di fatto il maggiore acquirente delle obbligazioni italiane grazie al programma anti-crisi del valore di 1.100 miliardi.

Per l’agenzia canadese Dbrs, LlItalia si trova ancora a tre “notch” di distanza dal livello “junk”  che da sola permette al Paese di avere i requisiti necessari per gli acquisti da parte della Bce.