UBS: il 43% della ricchezza globale è in mano alle donne

8 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Quanto le donne sono coinvolte in decisioni finanziarie  che le riguardano direttamente? Questa la domanda principale che si pone un report di UBS che per l’occasione ha intervistato quasi 3.700 femmine sposate, vedove e divorziati in Brasile, Germania, Hong Kong, Italia, Messico, Singapore, Singapore, Svizzera, Regno Unito e gli Stati Uniti e le risposte che sono uscite fuori sono sorprendenti.

La leggenda secondo cui le donne non partecipano molto al loro benessere finanziario, lasciando che i loro coniugi prendono il comando è solo in parte vera. Infatti, oltre l’80% di loro a livello mondiale sono fortemente coinvolte nelle loro finanze a breve termine, come ad esempio spese giornaliere.

Donne sottovalutano le proprie capacità

Il 43% della popolazione globale che ha un alto patrimonio netto è donna. Tuttavia c’è anche un 60% di loro che non si impegna e non si interessa ad aspetti più importanti della loro vita finanziaria, come investimenti, assicurazioni, pensione e altre pianificazioni a lungo termine. Anche nel mercato del lavoro nel mondo finanziario la parità di genere è ancora lontana.

Quello che emerge dalla ricerca di UBS in sostanza è che tante donne si concentrano sul presente ignorando il futuro finanziario. Ma perché? Le ragioni variano da un mercato all’altro. Così ad esempio, le donne negli Stati Uniti e a Singapore optano per delegare decisioni finanziarie a lungo termine perché credono che i loro coniugi ne sappiano di più. Le donne in Italia e in Brasile invece affermano di avere responsabilità più urgenti.

Poi ci sono le donne in Svizzera e Germania i cui coniugi non hanno mai incoraggiato un loro coinvolgimento. Solo due donne su cinque affermano di essere fiduciose nel prendere decisioni finanziarie. Il più delle volte inoltre le donne sottovalutano le proprie capacità e sopravvalutano ciò che serve per essere coinvolti in quelle decisioni.

Femmine e finanza: la situazione in Italia

Guardando ai dati della ricerca in Italia, le donne stanno realizzando che i loro bisogni finanziari a lungo termine sono più importanti. Il  68% di loro prevede che sopravviverà al proprio coniuge. Sapendo che possono vivere più a lungo, le donne sentono che i loro bisogni finanziari a lungo termine sono più importanti.

In generale sono più responsabili di decisioni finanziarie a breve termine, come le spese per l’istruzione universitaria dei figli (91%), il pagamento delle bollette (90%) e la gestione delle spese giornaliere (89%). Ma quando si tratta di decisioni a lungo termine, questa cifra diminuisce drasticamente, con il 52% delle italiane che lasciano quelle decisioni al proprio coniuge. Da qui poi il report di UBS lancia un consiglio.

Alcune coppie si sentono a disagio a parlare di soldi. Ma chiedi a te stessa, se ti ritrovassi da sola domani, quali misure prenderesti per assicurarti di essere finanziariamente sicura? Anche se sei single, parla apertamente con un amico o un consulente finanziario di cui ti fidi e la tua vita potrebbe cambiare in meglio.