Tutti segni più in Europa, cauta Londra

12 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Si confermano positive, anche se sotto i massimi intraday, le principali borse del Vecchio Continente al giro di boa. Le numerose notizie giunte oggi dal fronte macroeconomico e societario, nonchè le misure di austerity preannunciate da Zapatero, hanno messo momentaneamente in disparte i timori sullo stato di salute finanziario dell’Unione europea. Resta un po’in disparte solo Londra (-0,06%) che oggi accoglie il nuovo Primo Ministro David Cameron, all’alba di una nuova era politica che vede il ritorno dei Conservatori alla leadership. A pesare sul listino britannico è il comparto bancario sui timori che la nuova coalizione possa mettere all’ordine del giorno nuove misure restrittive per gli istituti di credito. Spunti tutto sommato positivi sono giunti dai numerosi dati macro in agenda oggi. Il PIL di Germania, Italia e Zona Euro hanno piacevolmente sorpreso gli analisti. In linea con le attese quello della Spagna, mentre ha deluso la Francia da cui ci si aspettava un aumento più consistente. Alle 14.30 arriveranno dagli Usa la bilancia commerciale di marzo e le scorte settimanali di petrolio. A dare un po’ di ottimsmo ai listini anche il piano di austerity presentato stamane dal premier spagnolo Zapatero per ridurre il deficit pubblico entro la fine dell’anno e riportare il rapporto deficit-Pil sotto il 3% entro il 2013. Dal fronte valutario l’euro si apprezza lievemente nei confronti del biglietto verde a 1,2676 rispetto alle prime ore della mattina. In attesa delle scorte Usa il petrolio si porta invece a 76,14 dollari al barile. Tra i maggiori settori sei confermano ben impostati gli assicurativi anche grazie alle buone trimestrali di ING, Allianz e Aegon. Ottima performance per Francoforte che mostra un guadagno dell’1,50%. Tra le blue-chips tedesche fa bella mostra Deutsche Telekom nel giorno della presentazione dei conti. Non festeggia invece ThyssenKrupp, che pure ha rivisto l’utile nel 2° trimestre. Bene Bruxelles con una plusvalenza dell’1,38%, mentre Zurigo, Amsterdam e Parigi si accontentano di guadagni contenuti nel mezzo punto percentuale. Si ridimensiona Madrid ora sulla parità.