Turchia: economia in crisi e con nuovo voto cose peggioreranno

17 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Crolla ai minimi di sei mesi contro il dollaro la lira turca sotto il peso delle ultime vicende politiche del paese. Mentre la disoccupazione ha toccato il 14,7% a gennaio, il tasso più alto in un decennio, l’agenzia di rating Moody’s si aspetta che l’economia turca si contragga del 2% nel 2019.

Nuvole minacciose quindi si profilano ancora sull’economia turca con il partito del Presidente Recep Erdogan che ha chiesto formalmente nuove elezioni per Istanbul, roccaforte del premier che all’ultimo voto locale è stata persa per una manciata di voti. Come ha sottolineato Timothy Ash, senior strategist dei mercati emergenti presso Bluebay Asset Management, in una nota:

“Se davvero il voto verrà ripetuto, al mercato non piaceranno mesi di incertezza. In questa fase, qualunque sia il risultato del nuovo voto, è rimasta l’impressione che il processo elettorale in Turchia non sia sicuro.

Dello stesso avviso un altro analista, Shamaila Khan di AllianceBernstein secondo cui la prospettiva di una nuova elezione è “di grande interesse per i mercati, ma è fonte di pressione sulla valuta”.

Aumenta il rischio che il governo continui a essere distratto dalle elezioni in un momento in cui Ankara dovrebbe fornire maggiori dettagli sul programma fiscale, e sui piani per aumentare le riserve nette, nonché sulla trasparenza intorno al settore bancario e sui numeri dell’inflazione necessari per stabilizzare il sentiment attorno alla Turchia.

Insomma più degli stessi risultati elettorali, per calmare i mercati dicono gli esperti, la Turchia deve pensare ad un pacchetto di riforme economiche. Molti economisti puntano a un programma di aiuto da parte del Fondo monetario internazionale indicato come la migliore via d’uscita per la Turchia a questo punto. Ma per ora rende noto l’istituto guidato da Christine Lagarde non è stato ancora discusso nulla in merito.