TTIP, flash mob a Ferrara: “Con l’accordo abbiamo tutto da perdere”

12 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

FERRARA (WSI) – Dopo il dito di Maurizio Cattelan in Piazza Affari a Milano usato dal Comitato Stop TTIP per lanciare un chiaro messaggio all’Ue, anche un’altra città italiana si mobilita contro l’accordo transatlantico di libero scambio tra Europa e Stati Uniti. Il flash mob si è svolto nella serata di ieri alle ore 21 a Ferrara, nella piazza Municipale.

A Bruxelles, il prossimo 13 luglio, si terrà il 14esimo incontro negoziale del trattato transatlantico e il comitato Stop TTIP ha organizzato per l’occasione un flash mob per richiamare l’attenzione su quello che definiscono “un accordo che ha l’unica logica nel profitto di pochi”, come ha sottolineato Marzia Marchi, portavoce del comitato:

“L’Europa è solo un insieme di paesi con in comune la moneta, gli USA invece sono un vero stato federale e in questo accordo partono nettamente in vantaggio (…) In agricoltura noi vietiamo gli OGM gli Stati Uniti no. Per la chimica, i prodotti cosmetici e farmaceutici nel loro sistema si può mettere sul mercato qualunque cosa, spetta al consumatore provare che fa male, da noi prima bisogna dimostrare che non è dannoso: in questo accordo noi abbiamo tutto da perdere”.

Marchi sottolinea i pericoli che deriveranno dall’entrata in vigore del trattato transatlantico:

“Altra cosa terribile saranno gli arbitrati internazionali in cui qualunque paese potrà essere portato in tribunale internazionale da multinazionali (…) con l’approvazione del TTIP la finanza detterà le regole e a Ferrara ne abbiamo già un esempio (chiaro riferimento al caso Carife ndr). Salute, rispetto dell’ambiente e democrazia saranno messi definitivamente a rischio, così come l’educazione che per noi è un bene comune e diventerà invece terreno di profitto (…) Senso del TTIP è di dire che esiste un mercato e che questo viene prima delle possibilità delle persone di essere informate”.

Secondo il Comitato Stop TTIP il problema è la perdita di sovranità dello stato e anche la scarsa informazione dei punti dell’accordo.

“E’ vero, siamo arrivati tardi e le regole vanno sicuramente rispettate ma serve anche buon senso”.

Fonte: Estense