Trump simpatizza per il sistema aureo

10 Marzo 2017, di Alberto Battaglia

Il presidente Usa Donald Trump sponsorizzerebbe un ritorno al sistema aureo? C’è chi pensa di sì, come ad esempio Ralph Benko su Forbes, in quanto alcune dichiarazioni passate del magnate rivelerebbero una certa nostalgia del gold standard (o quantomeno del dollar standard). In tale sistema, che nella sua ultima versione post Bretton Woods ha mantenuto la convertibilità dei dollari in oro fino al 1971, l’emissione di moneta è (o dovrebbe essere) direttamente collegata all’oro posseduto dall’emittente.

 

Entrare nel merito economico sul se e perché un tale ritorno potrebbe essere positivo o no sarebbe certamente interessante, ma un po’ dispersivo. Fatto sta, però, che Trump nell’ultimo suo discorso presso la Conservative Political Action Conference, ha un po’ stupito affermando che “non dovrebbe esistere alcuna valuta globale”. Eppure tale ruolo è già prevalentemente ricoperto dal dollaro, e con una serie di benefici per gli stessi Stati Uniti, che possono “finanziare” i propri deficit commerciali creando moneta che viene universalmente accettata negli scambi internazionali. E questo senza curarsi che esistano contropartite in oro.

 

Eppure Trump aveva detto da candidato (nel marzo 2015) che l’America “aveva era un Paese molto, molto forte perché era basato su un sistema aureo”, anche se non si potrebbe ripristinarlo “perché non abbiamo l’oro. Altri posti ce l’hanno”. In un’altra intervista rilasciata GQ, “portare indietro il gold standard sarebbe molto difficile da fare, ma hey, sarebbe meraviglioso. Avremmo uno standard su cui basare il denaro”.

Se non deve esistere una “valuta globale”, ipotesi alternativa al sistema dollaro-centico, allora Trump vuole lasciare le cose come sono o tornare al legame con l’oro? Una risposta chiara ancora non c’è.