Truffa al bancomat? La banca deve risarcire

21 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – In caso di truffa al bancomat causata dalla manomissione da parte di terzi, e’ la banca il principale responsabile. Quest’ultima, pertanto, e’ tenuta a risarcire il cliente. Questo anche anche quando il titolare della carta non la blocca immediatamente e non fa attenzione a nascondere il Pin quando lo digita. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 806, che ribalta un doppio verdetto sfavorevole ad un correntista, vittima di una truffa durante un’operazione di prelievo.

“Quest’ultimo – come riporta il Sole 24 ore –  dopo aver tentato di eseguire un prelievo bancomat, aveva visto l’apparecchio trattenere la carta, con la scritta visualizzata «carta illeggibile», seguita da «sportello fuori servizio». Un inconveniente che il cliente aveva segnalato al vicedirettore della filiale, che lo aveva invitato a passare il giorno dopo; consiglio seguito, senza però rientrare in possesso della carta, che non era stata trovata. Trascorsi un paio di giorni il correntista si era accorto che dal suo conto erano stati prelevati circa 7.000 euro, un “salasso” del quale aveva messo al corrente per iscritto il funzionario, aspettando però ancora 24 ore prima di denunciare il tutto all’autorità giudiziaria”.

Il Tribunale e per la Corte d’appello hanno considerato il cliente come il  solo responsabile di quanto accaduto. In pratica, l’uomo era stato vittima di una truffa da parte di uno sconosciuto che, dopo aver manomesso il bancomat, gli si era avvicinato per le difficoltà che aveva con lo sportello automatico. In quell’occasione il truffatore era riuscito a memorizzare il codice Pin.
Il ricorso in Cassazione però ha dato ragione al correntista, riconoscendo che era venuto meno il dovere di diligenza professionale della banca, come previsto dall’articolo 1176 del Codice civile. Secondo la sentenza,  il vice direttore che ha raccolto la denuncia sul cattivo funzionamento del bancomat, invece di mettersi in allarme per la sottrazione della carta da parte dello sportello, ha rimandato il controllo al giorno successivo.
Presenta profili di colpevolezza anche l’omessa verifica, attraverso il circuito delle telecamere, della manomissione del dispositivo da parte di terzi. Elementi che, secondo la Cassazione, la Corte d’appello non doveva sottovalutare.