Trucco schiva sanzioni: azienda italiana esporta caviale in Russia

11 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Vladimir Putin è determinato a far pagare a caro prezzo l’opposizione dell’Occidente alla sua politica in Ucraina. Fino a un certo punto. Quando Mosca, lo scorso agosto, ha messo nero su bianco la lista dei prodotti alimentari embargati, il caviale è stato risparmiato.

Una buona notizia per l’italiana Agroittica Lombarda Spa, il più grande produttore europeo del “cibo degli zar”, secondo produttore al mondo, che vede il mercato russo come la destinazione più importante per il suo prodotto alimentare di lusso.

Ma c’è un trucco. “Siamo stati costretti a mettere un marchio russo sulla confezione, evitando il “made in Italy””, ha detto Lelio Mondella, amministratore delegato della società con sede a Calviano, alle porte di Milano: “I russi vogliono mangiare caviale russo. E’ comprensibile. Chi comprerebbe d’altronde un mozzarella made in Russia?”.

Le origini di Agroittica Lombarda risalgono agli anni 70, quando i soci di un’acciaieria intuirono la possibilità di sfruttare le acque per il raffreddamento dell’acciaio: con uno scambiatore di calore fu trasferito il surplus termico del processo siderurgico alle acque pure di risorgiva, ottenendo un habitat ottimale per alcune specie ittiche pregiate, tra le quali lo Storione Bianco del Pacifico.

Circa sessanta ettari di serbatoi di acqua sorgiva ospitano storioni che impiegano dagli otto ai 20 anni per produrre le uova, fino ad arrivare a quelle di Beluga, che richiede tempi ancora più lunghi. L’offerta top dell’azienda è una confezione di 1,8 chilogrammi di caviale Beluga a 14.000 euro. (mt)