Troika valuta “pagella” Grecia. Membro Syriza si scusa con elettori

23 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – È tutto già sul tavolo della troika, ovvero degli ispettori di Ue, Bce e Fmi. Per un’altra volta si attende il verdetto dei creditori sul futuro della Grecia, dopo l’accordo dell’Eurogruppo con cui si è concordato di estendere il prestito ad Atene per quattro mesi, fermo il rispetto delle condizioni.

Il governo Tsipras ha già inviato una bozza della lista delle riforme a Bruxelles, che ha nella lotta all’evasione fiscale, nelle manovre contro la corruzione e il contrabbando delle sigarette e della benzina i suoi punti cardine. Atene ha tempo fino a mezzanotte per fornire il pacchetto nel minimo dettaglio. Se verrà accettato dall’area euro, aprirà la strada alla proroga di 4 mesi del bailout.

Tra le manovre principali allo studio c’è anche l’incremento graduale del salario minimo e la promessa che le pensioni non verranno ridotte. Sono due dei punti chiave della campagna elettorale del partito di sinistra anti austerity. L’elenco completo verrà inviato oggi stesso all’Ue.

Atene, secondo il quotidiano tedesco Bild, prevede di incassare oltre 7 miliardi di euro: di questi, 2,5 miliardi dalle tasse sui grandi patrimoni, altri 2,5 miliardi dal recupero dei debiti fiscali di individui e imprese, e 2,3 miliardi dalla lotta al contrabbando di benzina e sigarette.

Tra le riforme è previsto anche un piano di privatizzazione su larga scala di asset statali. I ministri delle Finanze europei discuteranno delle misure ventilate dal governo Tsipras in una conference call telefonica domani, martedì 24 febbraio.

“Stiamo compilando una serie di misure che rendano la pubblica amministrazione più efficiente e per combattere l’evasione fiscale… questa settimana sarà una battaglia quotidiana, ogni centimetro dev’essere conquistato con grande sforzo”, ha detto il Ministro di Stato greco Nikos Pappas.

Ma intanto, si aprono le prime crepe all’interno del partito anti austerity Syriza. Il membro del partito Manolis Glezos ha chiesto scusa agli elettori, in quella che ha tutta l’aria di essere una denuncia contro Tsipras e Varoufakis e il compromesso raggiunto con la troika.

“Non ci può essere un compromesso tra oppressore e oppressi. Tra schiavi e invasori e l’unica soluzione è la Libertà…Peccato, davvero un peccato…Mi scuso con il popolo greco perchè ho contribuito a questa illusione…prima che sia troppo tardi, reagiamo!”.

E ancora: “E’ passato un mese e le promesse non sono state rispettate”. “Il popolo ha votato a favore di quanto Syriza ha promesso: rimuovere l’austerity, che non è solo la strategia della Germania oligarchica e di altri paesi membri dell’Ue, ma anche la strategia dell’oligarchia greca.”

L’articolo è stato caricato sul sito del suo Movement for Active Citizens, Keep Talking Greece: Glezos è un rappresentante storico della sinistra della Grecia, conosciuto per aver partecipato alla resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale; ora, invoca gli altri membri del partito, ma non solo, per chiedere se decideranno di accettare questa situazione.

“I membri di Syriza, i loro amici, sostenitori a tutti i livelli di organizzazione dovrebbero decidere in riunioni straordinarie se accettano questa situazione.

La risposta del governo Tsipras è stata piuttosto fredda. Fonti governative hanno commentato che “molto probabilmente, Glezos non è ben informato sulle difficili trattative”.

Sui mercati l’accordo temporaneo trovato all’Eurogruppo ha portato sollievo, in particolare sui titoli di stato dell’area periferica dell’area euro, tanto che il decennale portoghese ora rende meno dell’omologo americano. Non accadeva dal 2007, prima che la crisi subprime contagiasse l’Eurozona.

Dopo l’intesa con i creditori europei, un ‘new deal’ per la verità molto simile al bailout precedente, gli analisti di Berenberg hanno abbassato dal 35% al 25% le chance di cacciata della Grecia dall’area euro.

Secondo Saxo Bank “Atene sta precipitando”. L’ad Gian Paolo Bazzani sottolinea che “la Grecia impiegherebbe 12-15 anni per uscire dal commissariamento e ritrovare la piena sovranità. Uno scenario semplicemente impossibile”. Senza una riforma della Pubblica Amministrazione e delle pensioni, dice l’analista, “la Grecia non ha speranze”.

(Lna-DC)