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Parte martedì 15 luglio la stagione delle trimestrali Usa relativa agli utili del secondo trimestre 2025. Le grandi banche di Wall Street sono le prime protagoniste, ma tutti gli occhi sono puntati sul settore delle telecomunicazioni (+31,8% di crescita EPS prevista) e sulla tecnologia (+17,7%), che sono destinati a guidare il trimestre.
In particolare, con l’indebolimento del dollaro, il settore tecnologico potrebbe ricevere un’ulteriore spinta grazie all’ampia quota di ricavi di origine estera. Dall’altra parte, l’energia è ancora una volta, per il quinto trimestre consecutivo, la zavorra degli utili, con un calo previsto del 25%.
Questo trimestre dovrebbe offrire una visione più chiara dell’impatto delle tariffe, che sono state in vigore per quasi tutto il periodo di riferimento. Sebbene la proroga della scadenza commerciale possa prolungare la paralisi decisionale delle imprese, con l’approvazione della legge fiscale, uno strato di incertezza macro è stato eliminato, aprendo la strada a investimenti e assunzioni più fiduciosi, sebbene ci vorranno alcuni trimestri prima che si manifestino pienamente negli utili.
Banche sotto i riflettori: quanto pesa davvero la politica Usa?
Questi dati forniranno indicazioni su quanto le politiche statunitensi abbiano inciso finora sull’economia. Gli investitori dovrebbero concentrarsi su indicatori chiave come il margine d’interesse netto, la domanda di prestiti, la qualità del credito, le commissioni e i ricavi da trading. Per gli investitori esposti direttamente ai titoli bancari, sarà importante prestare attenzione anche ai commenti su dividendi e programmi di buyback.
Negli ultimi tre mesi a Wall Street il settore finanziario ha registrato un rendimento del 14,8%, una performance solida ma ancora inferiore a quella del settore tecnologico (33,2%) e di quello industriale (22,1%). Questa settimana chiarirà se i titoli bancari riusciranno a colmare il divario.