Tria: “Manovra bis? “Prematuro parlarne”. Spettro elezioni in autunno

21 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Nella legge di bilancio 2019 ci sono due miliardi di euro, margini di riserva che al momento “appaiono più che sufficienti”. Parla in questi termini il ministro dell’Economia Giovanni Tria intervenendo al question time alla Camera.

Secondo il titolare del dicastero di via XX Settembre in merito all’ipotesi di una possibile manovra correttiva i tempi non sono ancora maturi.

Risulta alquanto prematuro esprimersi in tal senso (…) Il Def verrà presentato secondo i termini di legge (…) mancano poco più di due mesi al confronto con le istituzioni europee, che hanno valutato positivamente la manovra a seguito del negoziato portato avanti’ alla fine dello scorso anno. Certamente nel prossimo Def si aggiorneranno le previsioni economiche, alla luce dei dati finali di contabilità economici e del consuntivo di finanza pubblica. L’aggiornamento porterà all’usuale valutazione strategica del governo, nell’orizzonte del Documento di economica e finanza e dalla verifica dei saldi, che saranno oggetto del consueto confronto con la Commissione europea.

Tria: manovra offre garanzie su rispetto obiettivi

Il ministro Tria sottolinea inoltre che la manovra contiene delle disposizioni in materia di monitoraggio dei conti pubblici che rappresentano un’ulteriore garanzia del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.

Il monitoraggio degli andamenti tendenziali di finanza pubblica aggiornato entro il mese di luglio. Qualora gli andamenti tendenziali risultino coerenti con il raggiungimento degli obiettivi programmatici gli accantonamenti possono essere resi disponibili. Se l’economia dovesse crescere meno del previsto, cosa che ci auguriamo non accada, la proiezione del saldo di bilancio potrà essere rivista, a condizione che non derivi solo dalla congiuntura economia. Lo scopo evidente è di evitare delle politiche di bilancio procicliche che aggraverebbero la flessione congiunturale.

E c’è chi come Francesco Verderami sul IlCorrieredellaSera ipotizza che con la manovra correttiva, quella più difficile, si tornerà presto alle già magari a fine settembre.

Piuttosto che l’esercizio provvisorio sarebbe preferibile tornare alle urne, per avere poi un governo con una prospettiva di legislatura, capace di reggere l’urto una finanziaria difficile.