Eurozona pagina 50
BRUXELLES (WSI) – Rimangono invariati a luglio i prezzi alla produzione della zona euro, risultando inferiori al consensus allo 0,1%. Su base annua il dato è in aumento del 2 per cento dal 2,4% della precedente rivelazione.
Secondo Daniel Gros, direttore del think-tank Centre for European Policy Studiesm l’euro forte è il pericolo numero uno almeno per tre Paesi dell’Eurozona
Daniel Lacalle, capo economista di Tressi ha citato sulla pagina del World Economic Forum i tre maggiori rischi per l’Eurozona
Rallenta la massa monetaria M3, l’aggregato utilizzato dalla Bce per indicare l’inflazione: nel mese di luglio ha segnato +4,5% (dal +5% del mese di giugno), sotto le attese che proiettavano rallentamento a un +4,9%. La media trimestrale si è a sua volta attestata al 4,8% rispetto al 5% del mese precedente. Lo ha reso noto la Bce precisando
Ministro delle Finanze tedesco vuole una troika tutta europea. Stati potranno attingere al fondo salva stati ESM anche in caso di congiunture economiche negative e catastrofi naturali.
Migliora la fiducia dei consumatori nell’area euro ad agosto
BRUXELLES (WSI) – Cala a giugno il surplus delle partite correnti nell’eurozona. A renderlo noto la BCE secondo cui il saldo mostra un avanzo di 21,2 miliardi di euro a giugno dai 30,5 di maggio.L’avanzo dei servizi è sceso a 2,2 da 2,7 miliardi. L’avanzo del reddito primario è sceso a 4,6 miliardi da 11,3
Peggiora ad agosto l’indice Sentix che misura la fiducia degli investitori in Europa
L’economia dell’Eurozona è in fase di espansione da ben 17 trimestri consecutivi. Complice la Brexit il prossimo anno però l’attività rischia di indebolirsi.
Cresce nel II trimestre del 2017 il PIL dell’area euro secondo la stima flash dell’Eurostat