Brexit pagina 88
La banca inglese considera la cifra di 75mila posti di lavoro come uno scenario ragionevole nel caso Londra e Bruxelles non riescano a trovare un accordo specifico sul settore finanziario.
L’indice trimestrale Brexometer di State Street rivela il sentiment degli investitori nei confronti della Brexit
Piano di budget non potrà essere espansivo come implorano gli uffici di ricerca e gli economisti preoccupati dall’impatto della Brexit sulla produttività.
Mentre sono in corso i negoziati sulla Brexit, l’UE sta portando avanti la sua tabella di marcia e questi due aspetti andranno di pari passo. Questo significa che nel 2019 avremo un momento di big-bang.
Sono meno di quelli inizialmente temuti, mille, ma Ubs sarebbe comunque intenzionata a rimuovere da Londra almeno 250 persone come conseguenza della Brexit. Lo confermano persone a conoscenza dei fatti al Financial Times. I “chiarimenti regolatori” degli ultimi mesi, aveva fatto sapere il ceo Sergio Ermotti hanno giocato a favore del mantenimento di buona parte
Secondo l’agenzia di rating, l’esperienza passata dimostra che gli istituti di credito hanno difficoltà a evitare la ciclicità intrinseca del credito al consumo e che l’impatto può essere grave.
Venti mesi contro gli almeno ventiquattro chiesti dalla premier britannica Theresa May. Questo il periodo che, secondo indiscrezioni riportate dal quotidiano The Guardian, l’Unione europea vuole concedere alla Gran Bretagna come periodo di transizione per la Brexit.
Ne è convinta Gina Miller, gestore di fondi, e la leader civile della metà dei britannici che non vuole la Brexit. “Le banche non europee lasceranno il Vecchio Continente”.
Michel Barnier, capo negoziatore per la Ue sulla Brexit, avverte che il Regno Unito deve aspettarsi un accordo sullo stile di quello tra Ue e Canada. E anche quello richiederà anni di negoziazione.Barnier ha inoltre detto di intravedere un breve periodo di transizione concordato tra l’UE e il Regno Unito fino a marzo 2019 per facilitare
Senza un accordo congiunto ben $25 trilioni di derivati rischiano di essere invalidati: il parere dell’economista e dell’ex sottosegretario all’Economia.