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Con il termine Brexit si indica l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, così come sancito dal referendum che si è svolto il 23 Giugno 2016.

Le conseguenze

Il risultato ha determinato una chiusura definitiva dell’Isola di Sua Maestà verso un’istituzione mai troppo amata oltre Manica, scarso feeling sempre sottolineato dalla mancata adesione all’Euro da parte della Gran Bretagna stessa.

La prima conseguenza della Brexit sono state le dimissioni dell’allora premier Cameron che, dopo l’iniziale parere favorevole, ha tentato fino all’ultimo di convicere gli elettori a votare per il Remain, del resto il Governo da lui presieduto è sempre stato accusato di non aver mai preso una posizione netta e definitiva, questa ambiguità sull’argomento ha fatto perdere importanza alle indicazioni di voto suggerite e lasciato, di fatto, una sorta di liberà che è sfociata in un risultato giudicato, da molti, sorprendente.

Trattativa e scenari possibili

La Gran Bretagna, euro o non euro, è comunque uno Stato importante in Europa, e non solo. D’altro canto, far parte dell’UE ha permesso alla Gran Bretagna di non rimanere isolata rispetto decisioni importanti in materia di economia e geopolitica.

Situazione politica in Gran Bretagna

L’attuale Governo britannico, presieduto da Boris Johnson dopo le dimissioni di Theresa May, ha chiesto e ottenuto la sospensione delle attività parlamentari per cinque settimane, volute per impedire che i suoi avversari politici blocchino il no deal.

La Regina ha firmato la richiesta formale, quindi, è molto probabile che si giunga a una hard Brexit in ottemperanza al risultato della consultazione referendaria del giugno 2016 e che ha visto la vittoria dei Leave con una maggioranza di 51,9%.

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