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Secondo l’editorialista del Financial Times, la fine del programma di QE potrebbe portare a una ristrutturazione del debito di Roma.
Le previsioni e il commento del Senior European Economist and Strategist di Schroders sulla storica conferenza stampa di Mario Draghi post riunione della Bce.
La Bce vuole accertarsi di non fare la fine della Fed che nel 2013 aveva annunciato un brusca interruzione dell’acquisto di asset, provocando un taper tantrum.
Fari del mercato puntati quella che si preannuncia come la riunione più importante da anni della Banca Centrale Europea.
Bce non sorprende: modifiche al QE sono esattamente in linea con le previsioni. Bund si rafforzano, euro scende sotto la parità rispetto al dollaro.
Lo anticipano un gruppo di economisti sentiti da Bloomberg. Per il primo rialzo dei tassi, si dovrà aspettare il 2019.
L’esponente del board della Bce Ewald Nowotny ha spiegato che la Banca centrale europea non può permettersi di interrompere bruscamente il piano di acquisti di titoli di Stato europei. Detto questo, le politiche monetarie possono essere riportate alla normalità, seppur gradualmente, prima che l’inflazione si attesti all’1,9% vicino al target della Bce. Anche perché l’anno prossimo
La vigilanza bancaria della BCE sta studiando linee guida per smaltire gli Npl.
Sulla stretta decisa dalla Bce per gli Npl Gentiloni si schiera con Tajani.
Tra gli interventi clou in calendario in giornata c’era quello del presidente della Bce a Francoforte. Mario Draghi non ha discusso del futuro delle misure di stimolo monetario ma ha sottolineato che con le politiche ultra accomodanti messe in atto dalle autorità monetaria si è venuto a formare uno “spiraglio” di opportunità per varare le riforme strutturali necessarie