Economia Eurozona e Bce, Schroders: scongiurato un altro “momento Trichet”
La crescita dell’economia in area euro è robusta e non si rischia un nuovo “momento Trichet”. Lo ha riferito Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist, secondo cui la stima preliminare sul PIL dell’Eurozona nel terzo trimestre mostra che l’economia dell’area è in una fase di crescita ininterrotta, con un incremento in termini reali dello 0,6%, al di sopra delle attese di consenso (0,5%). Si tratta di un leggero rallentamento rispetto al tasso di crescita del secondo trimestre, rivisto al rialzo (0,7%), ma l’espansione è comunque molto solida.
Al momento sono disponibili pochi dettagli, ma anche i dati macro pubblicati da Spagna e Francia mostrano una crescita molto buona, rispettivamente allo 0,8% e 0,5%. “Anno su anno, l’Eurozona sta crescendo ora del 2,5%, il tasso più alto dal primo trimestre del 2011. Inoltre, come sottolineato dalle ultime stime sull’inflazione (scesa dall’1,3% all’1,1% a/a a ottobre), l’Eurotower ritiene che ci vorrà un po’ di tempo prima che le pressioni inflative domestiche salgano a tal punto da riavvicinarsi al suo target. Fino ad allora, la politica monetaria resterà accomodante, e gli investitori potranno continuare a godersi un contesto Goldilocks”, ossia da “riccioli d’oro”, un’economia cioè né troppo surriscaldata, né troppo congelata. Nella favola degli Orsi citata, una bambina dai riccioli d’oro sceglie la scodella in cui il porridge è tiepido, né troppo caldo né troppo freddo, per lei ideale.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.