Tragedia greca: l’opposizione dice no al piano di austerity

24 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Atene – Il leader dell’opposizione del governo della Grecia ha risposto con un secco no alle nuove misure di austerity che sono state proposte per tentare di risolvere la crisi del debito del paese. A nulla sono serviti gli appelli insistenti arrivati dall’Unione europea, che hanno invocato un sostegno univoco delle controparti a un nuovo piano di tagli alle spese, volto a salvare la Grecia dal pericolo default che diventa sempre più reale.

E’ andato così fallito il tentativo del primo ministro greco George Papandreou, che ha incontrato oggi i capi dei partiti dell’opposizione per giungere a un accordo all’indomani dell’annuncio del lancio di misure extra per ridurre il deficit. Tali misure mirano a un risparmio superiore ai 6 miliardi di euro per quest’anno e a un inizio immediato del programma di privatizzazione precedentemente annunciato, del valore di 50 miliardi di euro.

Il programma di austerity di medio termine dovrebbe, secondo i dettagli, andare avanti fino al 2015, dunque proseguire nei due anni successivi alla scadenza del mandato del governo attuale. Ma non c’è stato nulla da fare. Antonis Samaras, responsabile del principale partito di opposizione al governo – il partito conservatore – che gli inizi del mese aveva chiesto l’inizio di una rinegoziazione per un piano di salvataggio della Grecia, ha risposto che tutto quanto sta facendo e proponendo il governo è sbagliato. A parte, ha precisato, la parte delle privatizzazioni.

Samaras ha affermato che “il governo manca di quel coraggio che è necessario per riavviare l’economia e non sta considerando l’opzione di una rinegoziazione. Sta ripetendo lo stesso errore, andando al di là dei limiti dell’economia greca e del nostro popolo. Noi rimaniamo contrari”. Samaras ha precisato che, per esempio, il continuo aumento delle tasse sta avendo l’unico effetto di portare il paese alla recessione, strangolando il mercato. Il leader dell’opposizione ritiene che molto meglio sarebbe una riduzione delle tasse volta a far ripartire l’economia.

Proprio ieri era arrivato l’appello del commissario Ue agli Affari Monetari Olli Rehn, tramite il portavoce Amadeu Altafaj Tadio. E’ “molto importante per noi che i gruppi politici in Grecia mettano da parte i loro contrasti, e sostengano senza ambiguità e chiaramente in pubblico quelli che sono gli obiettivi e i punti principaili della politica economica e un piano per la Grecia”, aveva detto Tadio. Ma le parole sono cadute nel vuoto, e ora siamo punto a capo. Con lo spettro della ristrutturazione che diventa sempre più reale.