Il Covid-19 ha favorito la febbre del trading online, i numeri

21 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

L’interesse per il trading online è esploso nei mesi del primo lockdown, in Italia e ancor di più negli Stati Uniti. A testimoniarlo è il volume di ricerche su Google relativo a una serie di parole chiave, analizzato da ByTek, una società specializzata in data-driven Performance Marketing.

Nei mesi di marzo e aprile 2020 un insieme di keyword che include “opzioni binarie”, “forex”, “cfd”, o i nomi di alcuni dei broker forex più diffusi hanno visto, in Italia, un balzo nelle ricerche medie mensili del 140% con un incremento da 1,5 a oltre 3,6 milioni.

Per quanto significativo, l’appetito per il rischio risvegliato dalla volatilità legata al Covid-19 è stato di gran lunga superiore negli Stati Uniti, con un’impennata nelle ricerche delle parole chiave del 662,5% nel solo mese di aprile (da 8 a 61 milioni di ricerche).

Se la ripresa del mercato azionario è stata così rapida negli Usa, rispetto a quanto osservato per il mercato italiano, ciò sarebbe stato dovuto anche al rinnovato appetito per il rischio da parte dei trader attivi online.

Trading online, gli argomenti più cercati

Tornando al caso italiano, l’analisi di ByTek ha evidenziato come i futures sarebbero stati la tipologia di investimento più cercata su Google nel periodo compreso fra il febbraio 2019 e l’ottobre 2020, seguiti dagli investimenti in azioni e i broker forex. 

In particolare, ad aprile 2020 l’inizio del recupero dei mercati ha spinto molti risparmiatori a cercare informazioni su come approfittare del rimbalzo, attraverso query (cioè aree di interesse) inerenti a “come iniziare a investire”, “su cosa investire”, “cosa sono e come funzionano i vari strumenti finanziari” o le piattaforme di investimento.

In seguito all’exploit di ricerche compreso fra marzo e aprile 2020 le keyword legate al mondo della finanza hanno rapidamente perso l’interesse degli internauti, benché si siano attestate a volumi di ricerca superiori alla media dell’anno precedente. Lo stesso raffreddamento rapido si è verificato anche negli Stati Uniti.