Tra due generazioni italiani saranno minoranza in patria

19 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Che l’Italia vivesse un periodo molto lungo di calo demografico è risaputo ma ora l’allarme è un altro. Anche se i dati ufficiali mostrano che la popolazione italiana è cresciuta fino al 2015 e secondo una proiezione Eurostat si stabilizzerà nei prossimi decenni, il numero di cittadini indigeni si sta riducendo a un ritmo sorprendente: ogni anno di un quarto di milione, e questo declino accelererà.

La crescita demografica in Italia può essere conseguita solo con la migrazione di massa dall’Africa e dall’Asia centrale. Qualche giorno fa Attilio Fontana, ex sindaco di Varese e  candidato del centrodestra alla Regione Lombardia, ha parlato di razza bianca, cosa che scientificamente non esiste, affermando che gli italiani devono decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate”.

Attualmente la maggior parte dei migranti in Italia proviene dalla Romania, ma è in rapida diminuzione il numero dei migranti e ci saranno sempre meno migrazioni da altri paesi europei perché tutte le nazioni europee sono in drammatico declino demografico e anche perché a causa della prolungata crisi economica italiana il paese non è una destinazione privilegiata per i cittadini di altri Stati europei.

Se le previsioni ufficiali di Eurostat sono corrette, allora entro 60 anni o, considerando l’ attuale ritmo migratorio ancora prima, il 50% degli abitanti italiani sarà di origine africana o asiatica.  Per comprendere meglio lo sviluppo demografico in Europa, il team Gefira ha sviluppato un software per la simulazione demografica, chiamato Cerberus 2.0. Per l’ Italia, Cerberus 2.0 ha iniziato la sua simulazione con il livello di popolazione del 1985, il primo anno per il quale è disponibile una banca dati completa sui tassi di mortalità e fertilità. A partire da quell’anno, Cerberus 2.0 ha calcolato che nel 2016 l’ Italia avrebbe dovuto contare 55 milioni di persone. Eppure, secondo l’Istat c’ erano 60 milioni di abitanti, il che significa che 5 milioni di loro erano immigrati.

Con l’ immigrazione zero e l’attuale tasso di natalità Cerberus 2.0 prevede che nel 2080 la popolazione italiana si ridurrà a circa 27 milioni di persone e nel 2100 si ridurrà ulteriormente del 60% a 20 milioni, che è lo stesso risultato previsto per il Giappone.