TIM, Operazione Risorgimento Digitale per la didattica

22 Marzo 2021, di Redazione

TIM al fianco della didattica con Operazione Risorgimento Digitale: un corso per digitalizzare i docenti in collaborazione con WeSchool

 

TIM e WeSchool, all’interno del progetto Operazione Risorgimento Digitale, promuovono un corso per digitalizzare la didattica italiana. Sul sito i docenti possono seguire una serie di contenuti digitali per aiutarli ad acquisire le competenze digitali necessarie per il futuro della didattica. Una scuola innovativa, digitale e inclusiva.

Il corso, creato in collaborazione con WeSchool, è disponibile sul sito di Operazione Risorgimento Digitale e ha come titolo: “Nuovi Docenti Digitali – La didattica integrata per le scuole”. Si inserisce nell’ambito del protocollo di intesa triennale tra TIM e il Ministero dell’Istruzione e punta a rafforzare le competenze digitali dei docenti supportandoli nell’applicazione delle “Linee guida per la didattica digitale integrata”, emanate dal Ministero dell’Istruzione per arricchire l’insegnamento attraverso le tecnologie digitali e nuove metodologie didattiche.

“TIM ha sempre sostenuto la scuola e in un momento come questo non potevamo far mancare il nostro sostegno ai docenti per accompagnarli verso l’evoluzione digitale del sistema educativo”, dichiara Andrea Laudadio, Responsabile TIM Academy & Development, parlando del progetto, “Con Operazione Risorgimento Digitale vogliamo contribuire alla costruzione della scuola di domani attraverso un approccio metodologico, strutturato e con percorsi di formazione personalizzati. Una scuola nuova che integra le tecnologie digitali nei processi di apprendimento: una grande opportunità per l’intero sistema, perché riguarda il futuro dei nostri giovani”.

 

TIM, Operazione Risorgimento Digitale: tra didattica digitale e didattica in presenza, il futuro della scuola italiana

Da anni TIM è impegnata attraverso Operazione Risorgimento Digitale in un più ampio percorso di digitalizzazione dell’Italia, strutturando percorsi formativi sul sito dell’iniziativa rivolti a privati, aziende e anche alla Pubblica Amministrazione. All’interno di questo piano la scuola ha assunto un ruolo sempre più importante, soprattutto a causa dell’emergenza sanitaria che ha costretto l’istruzione classica a una digitalizzazione forzata e rapida.

Digitalizzazione che è stata inizialmente problematica per tutti i docenti, ma che ha dimostrato a TIM di aver intercettato un bisogno concreto della didattica, necessario e anche possibile, data la risposta di docenti e studenti nell’ultimo anno. Il tutto senza sminuire la didattica più classica, in presenza, che rimane l’obiettivo comune per tutti, ma che dovrà necessariamente mutare e introdurre nuovi strumenti digitali per diventare sempre più efficiente, coinvolgente e inclusiva.

Una nuova didattica che TIM, da sempre impegnata nel campo dell’innovazione, vuole sostenere attraverso la digitalizzazione, riconoscendo negli strumenti e nelle nuove competenze digitali la chiave di svolta per creare la didattica del futuro.

 

Operazione Risorgimento Digitale: l’indagine Censis sul progetto TIM e WeSchool per la didattica digitale

Censis ha condotto un’indagine coinvolgendo i primi 5mila docenti iscritti al corso TIM, in collaborazione con WeSchool, sul sito di Operazione Risorgimento Digitale. Gli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado sono stati chiamati a esprimere le loro opinioni sulla didattica a distanza.

Il dato più interessante riguarda la percezione dei docenti sull’applicazione delle tecnologie digitali nell’ambito dell’insegnamento; il 92,1% dei corsisti è favorevole e vede in questi strumenti un punto di svolta per la didattica del futuro, rendendo le lezioni frontali più efficaci e coinvolgenti. L’ 86,7% dei docenti riconoscono l’utilità di introdurre la digitalizzazione nell’insegnamento, senza negare che nella fase di avvio è stata una grande problematica. Riconoscono però le potenzialità della digitalizzazione della didattica, che non deve sostituire la formazione in presenza, ma che può dare forti contributi per migliorare l’apprendimento e avvicinarsi di più ai giovani. Per l’89,4% dei docenti coinvolti infatti la digitalizzazione è necessaria e sono favorevoli a questo cambiamento, riconoscendo però che la didattica in presenza deve rimanere il punto focale dell’istruzione.

Marco De Rossi, fondatore di WeSchool ha risposto così ai dati dell’indagine Censis: “L’indagine conferma che al ritorno in classe la scuola italiana non sarà più quella che era prima dell’emergenza sanitaria. La tecnologia cambia i nostri comportamenti e non si può disimparare. La volontà dei docenti, e serve un profondo rinnovamento delle metodologie didattiche per farlo, è arrivare a una scuola in presenza aumentata e potenziata dalla dimensione digitale, esattamente come avviene nel mondo del lavoro”.