Tim: assemblea di fuoco, scontro tra Genish e consiglieri

25 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

Dopo aver chiuso venerdì a 0,6684 euro (+0,36% sul giorno prima), sui minimi dell’ultimo anno, apertura oggi in calo alla borsa di Milano per il titolo Telecom Italia nel giorno di un cda cruciale per l’azienda che gli addetti ai lavori definiscono incandescente.

Il gruppo Vivendi sembra stia preparando un piano B per riappropriarsi del controllo di Tim strappandolo dalle mani al fondo Elliott. L’ad Amos Genish, uomo di Vincent Bollorè, nei giorni scorsi ha usato parole irrituali convocando i giornalisti.

“Ci sono consiglieri che interferiscono con il lavoro del management, diffondono congetture false che mettono a repentaglio la capacità dell’ azienda di realizzare i propri obiettivi. (…) Noi vorremmo che le cose cessassero il prima possibile, molti azionisti chiave sono scontenti. Chiunque vi sia dietro si deve allineare, non ci scoraggiano, nulla ci intimidisce né ci impedisce di svolgere il nostro lavoro”.

Il riferimento del manager israeliano sembra essere a qualcuno dei dieci amministratori sui 15 totali entrati in cda dalla lista stilata dal fondo americano Elliott. “Alcuni osservatori”, scrive La Stampa, “hanno letto quell’attacco come una trappola dei francesi, la cui intenzione sarebbe quella di scaldare gli animi in Cda per poi cercare al più presto la rivincita in assemblea”.

Il retroscena che emerge parla di una mozione di sfiducia che i consiglieri di Tim all’assemblea potrebbero chiedere nei confronti proprio di Genish ma sarebbe un’arma a doppio taglio per Vivendi che potrebbe così convocare un’assmeblea e rifare la conta dei conti ma il fondo Elliott, oggi sceso sotto quota 8,3%, potrebbe approfittarne e risalire.

Indiscrezioni ipotizzano che le accuse di Genish fossero rivolte al consigliere indipendente eletto dalla lista di Elliott, Luigi Gubitosi, oggi commissario straordinario di Alitalia, figurante anche nella lista dei papabili poi il dopo Genish, insieme con Rocco Sabelli.

Ma la strategia che, con ogni probabilità, i consiglieri più agguerriti vorranno adottare sarà quella di tenere Genish alla porta in attesa dei risultati semestrali in pubblicazione il 24 luglio e si aspettano non particolarmente brillanti. Sullo sfondo llleanza tra Elliott e Cdp che sembra vacillare dopo il passo indietro di Claudio Costamagna alla guida della Cassa che finisce per incrinare il rapporto con il fondo americano guidato da Paul Singer.